1manifesto un blog...  Anti-casta politicante,  Laicista,  Antifascista,  Resistente,  Solidale,  Umanista,  Libero...        O siamo capaci di sconfiggere le opinioni contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere.  Non è possibile sconfiggere le opinioni con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza. (Ernesto Guevara)...       
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Benvenuti su 1manifesto WebSpace nella terra degli indomiti, di quelli che la modernità del nostro tempo vogliono interpretarla e non subirla passivamente, la terra libera di chi crede che le idee non sono mai nuove o vecchie, la terra promessa di chi pensa che esistano solo idee giuste o idee sbagliate... "Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità." Tatanka Iyotanka (capo tribù dei Hunkpapa Sioux)
venerdì, 21 novembre 2008

...le ragioni del declino

 Il PD non e' credibile ...perche'?

Perché il centro-sinistra non è più credibile agli occhi della gente?

...compagni operai

E’ una domanda, a mio parere, a cui non è difficile rispondere. Allo stato attuale quello che più spaventa e che deve indurre a serie riflessioni è la scomparsa, nei vertici politici dei partiti della sinistra e del centro-sinistra, dei riferimenti valoriali che avevano consentito ad altri di essere punto di riferimento per tanti anni di grandi masse, distinte nelle classi sociali di appartenenza.

Il fenomeno del berlusconismo oggi all’apice massimo del suo consenso, ha potuto negli anni radicarsi nel tessuto sociale in maniera indisturbata anche grazie alla complicità di autorevoli leader dell’opposizione che ancora cercano di apparire agli occhi della gente come l’alternativa più credibile a questo centro-destra.

Il fenomeno Tangentopoli con le famose inchieste del Pool di Milano degli anni caldi del 1992-1993, anche se non ha quasi minimamente toccato i vertici nazionali dell’allora PCI-PDS riversandosi come un ciclone sugli altri due partiti storici del sistema politico italiano, vale a dire la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista salvando invece l’integrità morale ( apparente ) di quello che era stato fino a qualche anno prima il Partito Comunista più grande per numero di tesserati e di consensi di tutto l’Occidente, non ha in realtà nascosto tutta la rete di interessi e di complicità che legavano e che legano tuttora parti importanti del mondo imprenditoriale, assicurativo e bancario a coloro i quali guidano, dopo le varie trasformazioni avutesi, l’attuale Partito Democratico in posti chiave della vita politica e negli enti sparsi sul territorio nazionale.

Possiamo affermare che oggi il conflitto d’interessi della sinistra è molto più ampio che in passato e le connivenze e i legami di complicità con uomini della finanza sfascia – Italia più frequenti di prima: i vari Colaninno, Consorte, Profumo sono solo alcun i esempi. Perché allora non riaprire una nuova questione morale, soprattutto a sinistra? Ce ne sarebbe ben donde dato che, è ben più grave che un partito che si professa di sinistra o di centro-sinistra si celi dietro maschere solidaristiche e progressiste per poi fare gli affari propri o di qualcun altro, rispetto ad una destra che già culturalmente è individualista e prospera al suo interno di monumenti ai conflitti di interesse ben visibili ai cittadini.
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“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della gente, idee, ideali, programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”. Enrico Berlinguer. (da una mail di di DAVIDE VITIELLO)
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Ma questi erano non solo altri tempi, ma altri uomini soprattutto.
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giovedì, 20 novembre 2008

sotto regime..

 M'arendo...

villari rai sivio cucu' eluana obama alquaeda latorre pizzini d'alema walter alitalia 99fosse ballaro

canemucca ..m'arendo !!

...ha detto tutto ..null'altro da aggiungere !!

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lunedì, 17 novembre 2008

nella vita bisogna una buona volta schierarsi...

 Prendere posizione

..essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano !!

luther king

“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano. E se è invaso dalla paura non può farlo. La mia preghiera più grande è sempre che Dio mi preservi dal terrore che paralizza, perchè quando una persona vive accompagnata dalla paura per le conseguenze dei propri atti sulla sua vita personale, non potrà mai fare niente per contribuire a sollevare l’umanità intera e a risolvere i molti problemi sociali che ci troviamo di fronte in tutte le epoche e a ogni nuova generazione”.

di Martin Luther King

...serve altro da aggiungere a tale profonda riflessione ?!

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lunedì, 17 novembre 2008

Brunetta cerca rogne...

 L'assalto alla Cgil
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L'aggressione governativa al sindacato, uno dei pochi contropoteri rimasti in piedi...
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L'ultima giornata del congresso dei Circoli di dell'Utri si caratterizza per la polemica Brunetta: «i fannulloni stanno a sinistra»; un po' come se per es. la Bindi affermasse: "i mafiosi sono tutti a destra per questo hanno la maggioranza". Che magari ..potrebbe anche sembrare anche piu' vero! ..scherzi a parte pero'...
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non ci faccio ...ci sono !!.
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Non è mai uno spettacolo gradevole quando il governo getta discredito sull'opposizione; e la sensazione peggiora se gli attacchi sono incartati nella solita unzione ideologica, con cui Brunetta spiega che la vera sinistra è lui, "socialista in Forza Italia", e che quindi l'esistenza dei fannulloni a sinistra lo addolora personalmente.
L'ultimo exploit del ministro Renato Brunetta ("I fannulloni stanno a sinistra") andrebbe liquidato come un sintomo di quell'attacco di volgarità che contagia vari esponenti del Pdl. Erano passate poche ore dagli insulti di Maurizio Gasparri a Walter Veltroni, ed ecco le trovate di Brunetta.Enunciate al convegno dei circoli di Dell'Utri a Montecatini, e quindi con l'intento di galvanizzare i combattenti della libertà ivi riuniti, ma non per questo meno spiacevoli.
Tutto ciò è in buona misura folclore politico. Di mediocre qualità, e reso euforico dal successo delle fiction manichee di Brunetta contro i pigri e i cattivi. Ma ciò che conta davvero in questi giorni non è tanto la decenza della retorica politica, quanto il fatto che gli insulti di Brunetta sono allo stesso tempo un indizio preciso dell'azione complessiva del governo sul fronte sindacale, e in particolare delle iniziative assunte verso la Cgil.
Perché anche i colpi bassi del ministro non sono estemporanei: rispondono a una logica, che consiste nel colpire "i santuari del potere della sinistra". In parole appena meno enfatiche, ciò significa che Brunetta è uno dei registi dell'attacco contro i luoghi e le istituzioni dove si addensa il voto a sinistra. Il pubblico impiego, la scuola, l'università. E in parallelo il sindacato, uno dei pochi contropoteri rimasti sul campo, dopo che il dibattito parlamentare è stato strozzato dalla maggioranza-testuggine, dalla decretazione d'urgenza e dal voto di fiducia.
Se il governo di destra volesse prodursi in un attacco al sindacato simile a quello di Margaret Thatcher contro i minatori, si tratterebbe di una strategia criticabile ma lineare. Invece il governo Berlusconi ha altre modalità d'azione. Sta provando a isolare il sindacato più importante, la Cgil, indicandolo all'opinione pubblica come un ostacolo intollerabile alle riforme governative. Nel frattempo, come si è visto con le cenette e i tête-à-tête, tenta di creare un rapporto preferenziale con le altre due confederazioni, Cisl e Uil.
Non è difficile vedere in questa strategia un tentativo di dividere le rappresentanze sindacali, il mondo del lavoro e qualunque settore civile che possa rappresentare un'opposizione. Qua e là sembra di assistere a una specie di revanscismo, espresso da quelle personalità socialiste, come Maurizio Sacconi e lo stesso Brunetta, che lasciano trapelare un rancore storico verso la sinistra e la Cgil. Per altri versi si assiste alla ripresa della manovra "neocorporativa" di Craxi, che portò al referendum sulla scala mobile nel 1985: ma allora esisteva un progetto razionale per spegnere l'inflazione, mentre oggi di progetti notevoli non se ne vedono, e di riforme neppure. Si vedono tagli e, davanti a una recessione grave, misure tendenzialmente recessive.
Forse il governo riuscirà così nel tentativo di crearsi un nemico interno su cui scaricare le responsabilità della crisi economica e delle prevedibili ripercussioni in termini di reddito e di occupazione. Ma questa non è un'azione politicamente fruttuosa a priori: assomiglia semmai a una rappresaglia preventiva, e a un ricatto continuo, contro le ultime resistenze. Se si considerano le difficoltà in arrivo, è puerile attaccare gli avversari proprio mentre sarebbero desiderabili relazioni intelligenti (conflittuali sugli interessi e solidali sulle regole di fondo). Aggiungere che "certo sindacalismo di sinistra ha sempre difeso i fannulloni anche quando questi erano indifendibili", come ha fatto in replica Brunetta, significa cercare rogna. Comunque ferire chi può rispondere all'isolamento e alla frustrazione soltanto con l'arma a doppio o triplo taglio dello sciopero.
...fannullone a chi??Alle boutade sui fannulloni che allignano a sinistra si può rispondere in tanti modi. Ricordando con cortesia che la pigrizia è bipartisan. Ma anche segnalando che attaccare con ilare irresponsabilità chi sta all'opposizione e chi rappresenta settori consistenti del mondo del lavoro equivale a far serpeggiare flussi di risentimento civile: cioè aizzare una guerricciola che renderà ancora più nevrotico e instabile il tempo difficile che ci troviamo a fronteggiare. (di E.Berselli Repubblica)

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«Il Paese è con me, mentre i fannulloni, spesso, stanno a sinistra». Il ministro dell’Innovazione e Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta !! ..lo dice un ministro ..mica la guzzanti mentre fa' satira ...poi dice che gira scortato !! 

Gli risponde a muso duro Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani ''Brunetta ci dia una prova di quello che afferma, perche' se non ha prove e' un bugiardo. Questi toni e queste modalita' non sono quelle che sarebbero necessarie per un Paese che stra attraverso, come il resto del mondo, una crisi molto grave ci vorrebbe piu' serieta' e attenzione alle cose che si dicono. E soprattutto misurarsi sulle proposte. L'unica cosa di cui non si parla sono le proposte che sono in campo. La rappresentativita' sindacale nel settore pubblico si calcola ogni tre anni con il voto diretto dei lavoratori e con un rapporto del numero degli iscritti. Noi siamo in rapporto a queste due componenti, il primo sindacato. Rappresentiamo circa un terzo dei lavoratori pubblici e della scuola. Non siamo la maggioranza assoluta, ma siamo la parte piu' consistente. Bisogna avere rispetto per questa rappresentanza''. ...Guglie'.. che pazienza che ci vuole ..co' sti nani !! 

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domenica, 16 novembre 2008

Il malore dell'unto... grasso che cola

 Malore in volo

Al Tgg4 Emilio Fides invoca: ..ora silvio ..santo subito !!

..propaganda del regime 

Le prime conferme sul caso del malore aereo di Berluscone: "..trattasi di... overdose di viagra e coka light !! ..Per fare felici due hostess ha esagerato con le dosi ...gli sono caduti i capelli posticci ..solo allora s'e' sentito morire !!"

Immediata e' giunta la solidarieta' espressa da Vlad Putin: "non e' mai stato cosi' alto ..ha avuto vertigini "

Ma immediate sono giunte le solite smentite... sulle voci che gravavano sul capo ..invincibile anziano !! 

Infatti Pol Bonaiuti, ha smentito nel modo più assoluto: nessun malore ha colpito Silvio Berluscone durante il volo di ritorno in Italia da G20 di Washington. " lui se ne sta tranquillo ad Arcore. Nego nel modo piu' assoluto che abbia avuto un malore " ...ed e' corso a piangere disperato !!

Anche Karl Giovanardi, segretariosotto alla presidenza del Coniglio, è intervenuto sulla dolorosa vicenda ...uscendo da un convegno a Verona ha assicurato che: "nessuno si è mai sognato di annunciare un malore di Silvio Berluscone".  ...lo ha detto mentre s'asciugava il volto sconvolto !!

Pare che anche la Mara abbia dichiarato: "io sono appena arrivata a Trento, trotterellando insieme a trentatre' trentini ...e lui pare che se ne sta tranquillo ad Arcore. Nego nel modo piu' assoluto che abbia avuto un malore ..magari una defaiance quella si' ..mica posso sempre fare miracoli". ..e rideva di cuore !!

Poi invece il Berluscon in persona ha affermato sul suo "caso": "Io sono gagliardo come un ventenne" ..subito dopo lo ha smentito Bonaiuti: "ha detto il premier che e' gagliardo come un 18enne" ...in fine e' intervenuto Capezzone: "il premier e' un 14enne ..pensate si fa' ancora la pipi' sulle braghe" !!

...che news imperdibili :-)) ...solo da noi

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domenica, 16 novembre 2008

il primo dei falsi campioni dell'esecutivo Berlusconi

 La star dell'esecutivo Berlusconi

"Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro"... era una minaccia ?!

Brunetta: ''al fine di conoscere eventuali violazioni delle norme sulla privacy, ha formalmente richiesto al Garante della privacy di valutare se sussistano elementi in contrasto con la normativa vigente''. ''In tal caso il ministro On. Prof. Renato Brunetta chiede che vengano presi gli opportuni provvedimenti sanzionatori, riguardanti in modo particolare l'oscuramento del sito citato, anche in ragione della tutela per motivi di sicurezza cui il ministro e' da tempo sottoposto'', conclude la nota...

...cose evidenti

La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali. ...accompagnato a scuola?

Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.
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Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203.
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La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento.
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Se la partecipazione ai lavori d'aula non è da seguace di Stakanov, neanche in commissione Brunetta appare troppo indaffarato. L'economista sul suo sito personale ci fa sapere che, da vicepresidente della commissione Industria, tra il 1999 e il 2001 ha partecipato alle riunioni solo la metà delle volte, mentre nel biennio 2002-2003, da membro titolare della delicata commissione per i Problemi economici e monetari, si è fatto vedere una volta su tre. Strasburgo è lontana dall'amata Venezia, ma non si tratta di un problema di distanza. A Ca' Loredan, nel municipio dove è stato consigliere comunale e capo dell'opposizione dal 2000 al 2005, il nemico dei fannulloni detiene il record. Su 208 sedute si è fatto vedere solo in 87 occasioni: quattro presenze su dieci, il peggiore fra tutti i 47 consiglieri veneziani. [ ... ]
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Il Nobel mancato "Io sono un professore di economia del lavoro, l'ho guadagnato con le unghie e con i denti. Sono uno dei più bravi d'Italia, forse d'Europa", ha spiegato Brunetta ad Alain Elkann, che di rimbalzo lo ha definito "un maestro della pasta e fagioli" prima di chiedergli la ricetta del piatto. L'economista Ada Becchi Collidà, che ha lavorato nello stesso dipartimento per otto anni, dice senza giri di parole che "Renato non è uno studioso. È prevalentemente un organizzatore, che sa dare il meglio di sé quando deve mettere insieme risorse". Alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l'idoneità a professore associato in economia l'anno precedente. Come ha ricordato in Parlamento il deputato democratico Giovanni Bachelet, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una "grande sanatoria" per i precari che gravitavano nell'università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli.
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In cattedra Secondo il curriculum pubblicato sul sito dell'ateneo di Tor Vergata (dove insegna dal 1991), al tempo il giovane Brunetta poteva vantare poche pubblicazioni: una monografia di 500 pagine e due saggi. Il primo era composto di dieci pagine ed era scritto a sei mani, il secondo era un pezzo sulla riduzione dell'orario edito da 'Economia&Lavoro', la rivista della Fondazione Brodolini, di area socialista, che Brunetta stesso andrà a dirigere nel 1980. Tutto qui? Nel mondo della ricerca esistono diverse banche dati per valutare il lavoro di uno studioso. Oggi Brunetta si trova in buona posizione su quella Econlit, che misura il numero delle pubblicazioni rilevanti: 30, più della media dei suoi colleghi. La musica cambia se si guarda l'indice Isi-Thompson, quello che calcola le citazioni che un autore ha ottenuto in lavori successivi: una misura indiretta e certo non infallibile della qualità di una pubblicazione, ma che permette di farsi un'idea sull'importanza di un docente. L'indice di citazioni di Brunetta è fermo sullo zero.
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Le valutazioni degli indicatori sono discutibili, ma di sicuro il mondo accademico non lo ha mai amato: "L'università ha sempre visto in lui il politico, non lo scienziato", ricorda l'ex rettore dello Iuav di Venezia, Marino Folin. Nel 1991, da professore associato, riesce a trasferirsi all'Università di Tor Vergata. In attesa del Nobel, tenta almeno di diventare professore ordinario partecipando al concorso nazionale del 1992. In un primo momento viene inserito tra i 17 vincitori. Ma un commissario, Bruno Sitzia, rimette tutto in discussione. Scrive una lettera e, senza riferirsi a Brunetta, denuncia la lottizzazione e la poca trasparenza dei criteri di selezione. "Si discusse anche di Brunetta, e ci furono delle obiezioni", ricorda un commissario che chiede l'anonimato: "La situazione era curiosa: la maggioranza del collegio era favorevole a includere l'attuale ministro, ma non per i suoi meriti, bensì perché era stato trovato l'accordo che faceva contenti tutti. Comunque c'erano candidati peggiori di lui". Il braccio di ferro durò mesi, poi il presidente si dimise. E la nuova commissione escluse Brunetta.
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Il professore 'migliore d'Europa' viene bocciato. Un'umiliazione insopportabile. Così fa ricorso al Tar, che gli dà torto. Poi si appella al Consiglio di Stato, ma poco prima della decisione si ritira in buon ordine. Nel 1999 era riuscito infatti a trovare una strada per salire sulla cattedra. Un lungo giro che valica l'Appennino e si arrampica alle pendici del Gran Sasso, ma che si rivela proficuo. È a Teramo che ottiene infine il riconoscimento: l'alfiere della meritocrazia, bocciato al concorso nazionale, riesce a conquistare il titolo di ordinario grazie all'introduzione dei più facili concorsi locali. Nel 1999 partecipa al bando di Teramo, la terza università d'Abruzzo. Il posto è uno solo ma vengono designati tre vincitori. La cattedra va al candidato del luogo ma anche gli altri due ottengono 'l'idoneità'. Brunetta è uno dei due e torna a Tor Vergata con la promozione. Un'ultima nota. A leggere le carte del concorso, fino al 2000 Brunetta "è professore associato a Tor Vergata". La stranezza è che il curriculum ufficiale - pubblicato sul sito della facoltà del ministro - lo definisce "professore ordinario dal 1996". Quattro anni prima: errore materiale o un nuovo eccesso di ego del Nobel mancato? (di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo hanno collaborato Michele Cinque e Alberto Vitucci)

La piccola star... si rivela nella sostanza delle cose ..il solito "dado star" ..utile appena per edulcorare il brodino dell'italiota medio !!  

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venerdì, 14 novembre 2008

l'esenzione al Roc, vale solo per i blog "amatoriali" ..quelli cioe' che non fanno lucro attraverso la loro attivita'

 Cos'e' il DdL C. 1269...  
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Si potra' continuare ancora a essere Blogger per diletto !?
. ...la catena si spezza ??
Levi-reload blogger italiani rieccoci alla sbarra...  un blogghicida progetto di legge s'aggira nuovamente nelle aule del nostro Parlamento. Trattasi del "nuovo" ddl Levi ..che per ora e' stato affidato in sede referente alla Commissione Cultura... ed e' stato finalmente reso disponibile anche on line il testo ddl C-1269, (prestiamo attenzione anche alla relativa scheda che serve per osservarne l'evoluzione e i cambiamenti che vengono apportati allo stesso).
Lo scopritore del decreto legge l'avvocato Daniele Minotti ne fa una puntuale analisi sul suo blog. Ecco i punti topici del progetto di Legge utili a comprendere meglio cosa possiamo aspettarci da navigatori ..e da blogger italiani di qui' a breve ...vediamoli insieme e ragioniamo su cosa sara':
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Art. 2. (Definizione di prodotto editoriale).
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. (tutti i blog rientrano in questa definizione.)
Art. 8. (Attività editoriale sulla rete internet).
1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.
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Analizzando superficialmente  il comma 3 potremmo dire ...che con esso si esclude la maggioranza dei blog dall’obbligo di registrazione al ROC e dai rischi legali che ne derivano.
Invece... se andiamo a analizzare meglio lo specifico della legge ...possiamo osservare che questa "esenzione" al Roc vale solo per i blog "amatoriali" ..quelli cioe' che non fanno lucro attraverso la loro attivita' ...per dirla tutta tipo il mio privo di pubblicita' e adsense !!
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Se invece prendiamo ad es. un blog ..che abbia una (anche piccola) redazione, che ha banner pubblicitari, e che magari vende anche prodotti... qualora il progetto di legge fosse approvato... avrebbe con molto verosimilmente l’obbligo di iscriversi al ROC e diverrebbe dunque soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.
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Per l’Agenzia delle Entrate l’orientamento è gia' oggi questo: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa. Dunque chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la corrente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa gia' attività d'impresa.
videosorvegliato
RICAPITOLIAMO... nei fatti un banner o un adsense ...è un’attività pubblicitaria continuativa e genera introiti ...la prestazione continuativa che genera utili è un’attività di impresa ...ne consegue che chi fa impresa generando denaro grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC... in finale a questo punto chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa, oppure se non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina !!
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cmq... io speriamo che me la cavo
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mercoledì, 12 novembre 2008

Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone...

 Io come uomo...

La spinta utopistica è subito. Qui e ora.

"Io come uomo io vedo il mondo come un deserto di antiche rovine. Io vedo un uomo che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine. Nel frattempo la vita non si arrende e la gente si dà un gran da fare tanti impegni tante storie con l’inutile idea di colmare la mancanza di una nuova coscienza di una vera coscienza. È come se dovessimo riempire un vuoto profondo... E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di vecchi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e giorgio... ci manchilà. La decadenza che viviamo è un malessere che ti prende pian piano. È una specie di assenza che prevede una sosta obbligata è la vita che medita ma si è come assopita. Siamo vivi malgrado la nostra apparenza come uomini al minimo storico di coscienza. È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare. La decadenza che subiamo è uno scivolo che va giù piano piano. È una nuova esperienza che ti toglie qualsiasi entusiasmo e alla lunga modifica il tuo metabolismo. Siam lì fermi malgrado la grave emergenza come uomini al minimo storico di coscienza. E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui si è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime solo della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale. Subito. Qui e ora. Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo coi propri occhi. Smascherare con coraggio qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi vittime del lavoro, del denaro, del destino e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. Basterebbe smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale. Subito. Qui e ora. Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della solidarietà. Basterebbe ormai rendersi conto che la crescita del mercato è necessaria alla nostra sopravvivenza, ma che la sua espansione inarrestabile ci fa diventare sempre più amorali e più stupidi. Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese. La spinta utopistica è subito. Qui e ora. Io come uomo Io vedo il mondo Come un deserto di antiche rovine. Io vedo un uomo Che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine. Perché non c’è nessuno che dia un senso alle cose più semplici e vere alla vita di ogni giorno all’urgenza di un uomo migliore. Io vedo un uomo solo e smarrito come accecato da false paure. Ma la vita non muore nelle guerre nelle acque inquinate del mare e i timori anche giusti son pretesti per non affrontare la mancanza di una vera coscienza che è la sola ragione della fine di qualsiasi civiltà. "
(da “Un’idiozia conquistata a fatica” di G. Gaber !!)

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lunedì, 10 novembre 2008

Evviva lu centru destra ...s' Andassero a fanculu !!

 La Taranta di Centro Destra

Dove sta scrittu che la satira popolare è solo di sinistra?

Mentre Obama annuncia al mondo: "Fine della dipendenza dal petrolio in 10anni, riduzione delle emissioni di Co2 dell’80% entro il 2050, taglio dei consumi di energia del 15% durante il suo mandato e ben 5milioni di nuovi posti di lavoro fine 2019-2020 generati nelle energie rinnovabili alternative. Il comicopremier italiano, impegnatissimo con il suo governo di destra protesta italiana contro il pacchetto ambiente dell’Ue, pare che per non essere fuori dal mondo, ai collaboratori più fidati abbia confessato: “Sono stato io il primo a scommettere sulle alternative rinnovabili, per esempio sull’eolico: vedete bene quanti palloni gonfiati ho nel mio governo?”.  

Checco Zalone che con una ventina di rime esilaranti li prende in giro tutti...!!

Dove sta scrittu che la musica popolare è solo di sinistra?
Sentita quant’è bella, uscite dalla finestra
arriva la tarantella dellu centru destra
Evviva Berlusconi
e lu capitalismu
Le società per azioni, evviva lu consumismu
Evviva pure Maroni e lu federalismu
Evviva la Carfagna….Evviva la fregna
Evviva gli stranieri evviva l’integrazione
Ma solo se so femmine e solo quelle bone
Evviva lu parlamentu che bella istituzione
Ci vai una volta al mese e ti porti la pensione
Evviva Brunetta persona come si deve
Evviva tutti e sette…Evviva Biancaneve
Evviva La Russa che sa fare la difesa
E Matteoli che sa fare strade e viali
Evviva Tremonti che sa fare bene i conti
E la Gelmini che sa fare li bu……
Secondo me li sa fare…cosa?…le riforme
A nui ci piace lu grembiulu
E lu maestru sulu... Maestriiii… Andassero a fanculu…
Evviva lu centru destra!! ...s' Andassero a fanculu… (C. Zalone)

...sua alezza ..mezzometro

" Il Cav. è straripante, incorreggibile come al solito. Nemmeno il tempo di venir eletto e già Obama è “vittima” del gaffeur di Arcore, battutista impenitente, showman senza età. Berlusconi si trova in Russia dal suo amicone Putin e a un certo punto preconizza un futuro rapporto sereno, più sereno di adesso, tra Mosca e Washington. Previsione fondata su solidissime ragioni, almeno secondo il parere del nostro capo del governo: “Obama è giovane, bello e anche abbronzato”, quindi ha tutte le qualità per intrattenersi piacevolmente con il Cremlino. Sorvolando sulla discussa definizione di “abbronzato”, va detto che sono confermate le indiscrezioni secondo cui un mega solarium con decine di lampade sta per essere installato a Villa Certosa. M’(ob)ama o non m’(ob)ama?

Finanziaria nella bufera. Il governo in pratica scavalca la commissione Bilancio di Montecitorio dopo essere andato sotto (per mano della sua stessa maggioranza) nell’unica votazione effettuata. Blinda il provvedimento e minaccia di porre la fiducia in aula. Parlamento esautorato? La manovra e i manovrati" (..estratto da una mail di U. Spinnato)

Evviva la Carfagna… evviva la fregna!!!
Evviva Tremonti che sa fare bene i conti… e la Germini che sa fare li …bocconottiiiiiiiiiii

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