Help Aids 800 856080
La giornata del fiocco rosso ..contro l'Aids .
Io senza l'Hiv non saprei più vivere. Ne ho fatto una missione. Se arrivasse il vaccino stapperei lo champagne. Ma non smetterei di occuparmene. (Sara E., da 15 anni sieropositiva)
Tramite Helpaids.it è possibile ottenere consulenze on line, mentre il telefono verde Aids 800 856080 permette la prenotazione, anonima e gratuita, del test Hiv .

Oggi oltre 33 milioni di persone al mondo sono colpite dall'Hiv, e di queste 2,1 milioni sono bambini o ragazzi sotto i 15 anni d'età. Ogni giorno si aggiungono 7.500 nuove infezioni. L'Africa sub-sahariana
continua a essere l'area del mondo più colpita, con il 67% delle persone sieropositive e il 72% di morti per Aids nel 2007. L'Aids non è solo «un problema degli altri» e continua a minacciare, ogni giorno, anche gli Stati del benessere, Italia compresa. A ricordarlo è stato ricordato il Network Persone Sieropositive (NSP), che si è aperto a Torino alla vigilia della Giornata mondiale della lotta all'HIV: anche se per il 69% degli italiani l'Aids non fa più notizia, nel nostro paese si registrano 4.000 nuove infezioni l'anno. Dall'inizio dell'epidemia allo scorso anno, dicono i dati dell'Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 31 dicembre 2007, di Aids in Italia si sono ammalate 59.500 persone e 35.300 sono morte. Mentre sarebbero almeno 40mila le presunte infezioni non diagnosticate, quelle cioè di persone che hanno contratto il virus magari anni prima e che ne sono ancora inconsapevoli. Meno del 30% degli italiani si sono sottoposti al test per l’Hiv contro oltre il 60% dei cittadini di Paesi europei come la Francia, e come negli Usa: secondo Adriano Lazzarin della Divisione malattie infettive del San Raffaele di Milano, servono politiche più coraggiose di incoraggiamento ai test. C’è una scarsa percezione del rischio, aggiunge lo specialista, e anche poca propensione degli operatori a proporre il test.
Come emerge da un sondaggio commissionato alla Swg dal Network Persone Sieropositive (Nps) meno di 5 italiani su 100 (4,8%) temono la malattia contro oltre un cittadino su 5 che era spaventato dall'Aids nel 1991. L'indagine ha coinvolto 1000 italiani, dai 16 ai 64 anni e oltre, evidenzia che.. se nel 1991 l'Aids era la terza paura degli italiani (lo temeva oltre un italiano su 5) dopo mafia e droga, oggi è scivolato molto più in basso in una classifica dominata invece da crisi economica (51%) e disoccupazione (33,1%). L’Aids, in effetti, è vissuto come una malattia degli altri, in particolare degli abitanti dei paesi in via di sviluppo, di chi si droga, di omosessuali e prostitute, degli immigrati. Da questo atteggiamento eccessivamente spavaldo deriva l’incoscienza, come spiega Andrea Antinori a capo dell'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'ospedale Spallanzani di Roma.

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L'Italia investe troppo poco nella ricerca contro l'Aids. "I fondi per la ricerca sull'Aids che l'attuale Governo intende erogare ammontano a 10 milioni di euro per i prossimi due anni, una cifra troppo bassa per poter finanziare tutto il programma della ricerca in questo settore. Basti pensare che in Francia si investono 20 milioni di euro solo per il settore degli studi prospettici, mentre negli Stati Uniti l'investimento nella ricerca sull'Aids ammonta a 180 milioni di dollari. L'attuale piano non prevede finanziamenti nel settore della ricerca psico-sociale sull'Aids, ovvero il campo nel quale sono maggiormente attive le associazioni di volontariato. Chiederemo a tutti i nostri amici e alle nostre amiche in Parlamento di presentare interrogazioni analoghe per chiedere che il Governo cambi radicalmente atteggiamento. I soldi, se si vuole trovarli, ci sono. E i ricercatori italiani non li hanno mai buttati via, anzi hanno sempre dimostrato di saperli utilizzare bene portando la nostra ricerca a livelli di eccellenza. Noi ci schieriamo al fianco dei nostri ricercatori"... questa e' la denuncia di Rosaria Iardino, presidente del Network persone sieropositive (Nps), in occasione della 20esima Giornata mondiale per la lotta alla malattia.
Oggi a sostenere la speranza c’è un buon candidato italiano, un vaccino che si basa sulla proteina Tat di HIV-1, ormai entrato nella seconda fase della sperimentazione. Barbara Ensoli responsabile del progetto dice: “A gennaio saranno attivi tutti e dieci i centri italiani coinvolti, ma già ora sono state arruolate alcune decine di persone sieropositive sulle quali sarà valutata la risposta immune al candidato vaccino". La seconda fase di sperimentazione è stata avviata da pochi mesi e si protrarrà per almeno altri due anni. Il vaccino HIV-1 Tat è un vaccino cosiddetto “terapeutico”, che dovrebbe coadiuvare le terapie attualmente in uso per fermare l'infezione nei pazienti colpiti.
Attraverso la campagna odierna sono pubblicizzati due strumenti: il telefono verde regionale Aids 800
856080 (gestito dall’Azienda Usl di Bologna) che fornisce informazioni per prevenire l’infezione e permette di prenotare, gratuitamente e in anonimato, il test HIiv e il sito regionale Help Aids (gestito dalle Aziende sanitarie di Modena) che assicura anche consulenze on line. Materiali nei servizi delle Aziende sanitarie e negli ambulatori di medici e pediatri di famiglia Negli ambulatori dei medici e pediatri di famiglia, nei Consultori, negli Spazi giovani e negli Spazi donne immigrate e loro bambini, nelle sedi dei Servizi delle Aziende Usl, sono in distribuzione locandine e un opuscolo con informazioni sul virus Hiv, sull’Aids, sulle misure di prevenzione e sulla cura, e su altre malattie a trasmissione sessuale. L’opuscolo contiene una card staccabile, con l’indirizzo web del sito Helpaids e il numero verde Aids 800 856080.
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