Denuncia 02.64443043 - 02.64443044
25-nov-08 Giornata mondiale contro la violenza sulle donne !!
Prendiamoci questa giornata. Andiamo nelle piazze, riempiamole e facciamola diventare una giornata di mobilitazione locale e nazionale dell’intera società di donne e di uomini, per affermare che senza il riconoscimento della libertà e della dignità delle donne nessuna convivenza è possibile.
A Roma, sabato 22 novembre ci sarà la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne, la Rete nazionale di femministe e lesbiche scenderà in piazza in un corteo che si snoderà lungo le vie del centro a partire dalle 14 da Piazza della Repubblica per giungere a Piazza Navona. L'obiettivo è di replicare il successo dello scorso anno quando scesero in piazza per l'occasione circa 150 mila manifestanti. In Italia ben 14 milioni le donne hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica nel corso della vita, una violenza che si consuma, spesso, fra le mura domestiche. Fino a quando in tutto il mondo le violenze sulle donne e sulle bambine saranno perpetrate nel silenzio e nell’indifferenza generali, fino a quando si consumeranno abusi e prepotenze contro le donne sul luogo di lavoro, fino a quando i corpi femminili saranno oggetto di sfruttamento sessuale, noi tutti continueremo a scendere in piazza per chiedere unite che la violenza di genere cessi, che venga chiamata col suo nome e combattuta dalle istituzioni e dalle politiche locali, nazionali e internazionali.

La violenza contro le donne ha molte facce: uccisioni e stupri sono gli aspetti più drammatici delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per le strade. È sofferenza e umiliazione. È la prima causa di morte tra le donne nel mondo.
È sì l’azione di singoli uomini, le cui individuali responsabilità vanno accertate, perseguite e condannate. Ma è soprattutto lo specchio delle relazioni di potere tra i sessi, la negazione della libertà di esprimere la propria sessualità e i propri orientamenti sessuali con uguale dignità e pari diritti.
In una società “civile”, se la dignità di un soggetto viene negata, quella società disconosce e sminuisce la propria cultura e civiltà.
Non è un problema delle sole donne: anche gli uomini sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità.
Fino ad oggi le leggi che hanno riguardato la violenza sessuale sono insieme punitive e assistenziali, considerano le donne soggetti deboli.
A Bologna, come in molte altre città d’Italia ci sono luoghi, come i centri antiviolenza, dove le donne, in autonomia, hanno costruito conoscenze, pratiche, reti sociali, forme di relazioni capaci di assistere e sostenere le donne che hanno subito violenza così come di modificare le culture che la tollerano e i rapporti di dominio che la generano.
Istituzioni, servizi, strutture educative, forze dell’ordine, parti sociali, partiti politici, mass-media, donne e uomini della città, tutti si devono sentire coinvolti in un’unica forza di cambiamento
Per chiedere con forza al Parlamento di dare priorità al tema della violenza contro le donne con uno specifico piano d’azione che permetta una piena realizzazione dei diritti delle donne e delle loro scelte di vita.
Come segno tangibile di assunzione di questa responsabilità chiediamo:
· una legislazione integrata che affronti i diversi aspetti del problema
· un osservatorio per il monitoraggio della violenza che oltre a fornire dati quantitativi si avvalga soprattutto di opportuni indicatori utili a capirne la complessità
· l’impegno ad aderire e realizzare i contenuti della campagna europea contro la violenza alle donne per il 2007
· il riconoscimento della piena cittadinanza per quei luoghi, quei saperi e quelle pratiche che le donne hanno, in tutti questi anni, costruito, elaborato e agito nello spazio pubblico di questo paese.
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