Roberto Vattene... salvati !!
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Le Grida di dolore di una democrazia morente
La notizia del piano dei Casalesi per uccidere Saviano entro Natale è una nuova grave ferita alla coscienza civile e democratica di questo Paese, a dimostrazione che la lotta alla camorra e alle mafie non può non essere una priorità nella agenda politica di una democrazia viva.
Il piano per ammazzarlo. I clan della camorra di Casal di Principe avrebbero messo a punto un piano per uccidere lo scrittore autore di "Gomorra" e la sua scorta, entro la fine dell'anno. È quanto avrebbe rivelato alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli un ufficiale di Polizia che a sua volta aveva avuto la soffiata dal superpentito Carmine Schiavone, cugino e omonimo del capoclan dei Casalesi, soprannominato Sandokan. A convincere i clan che era ora di farla finita sarebbe stato il "troppo clamore" suscitato con il suo best seller. L'attentato doveva verificarsi sull'autostrada Roma-Napoli, "durante uno dei frequenti spostamenti di Saviano e degli uomini che lo proteggono". Tra l'altro nei giorni scorsi un altro pentito, Oreste Spagnuolo, uno dei killer dei ghanesi ammazzati a Castel Volturno, aveva rivelato che il boss Giuseppe Setola "cercava di procurarsi dell'esplosivo con un detonatore e un telecomando: non mi ha spiegato cosa voleva farci, ma diceva che era un modo facile per uccidere".
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Roberto Saviano, scrittore autore di 'Gomorra' che dall'uscita del suo libro che ha fatto luce sulle attivita' criminali del clan camorristico dei Casalesi, vive sotto scorta ...ORA annuncia che vuole andarsene dall'Italia per ricominciare a vivere: ''Vado via dall'Italia, almeno per un po', non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. In privato sono diventato una persona non bella diffidente al di la' di ogni ragionevolezza, basta voglio tornare a vivere veramente''. Poi come chiusa amara aggiunge: "Anche gli amici, mi hanno detto ora basta, non ne possiamo piu' di difendere te e il tuo maledetto libro''.
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SALVATI ..grida salvati Maria Falcone che dice a Saviano come una madre: ''Roberto vattene e salvati''
"Come cittadina italiana direi a Roberto Saviano di restare in Italia, di cambiare idea e non lasciare il nostro paese, ma da sorella di Giovanni Falcone gli dico 'Roberto, vattene' e salvati".
"Anche a mio fratello, dopo le prime minacce, avrei voluto dire di andare via - ha detto ancora Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone, il giudice palermitano ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio del '92, insieme con tre agenti della scorta e la moglie Francesca Morvillo - E in questi giorni ho avuto le stesse sensazioni, ho provato lo stesso brivido di allora, perché Saviano corre esattamente gli stessi rischi di Giovanni. Ecco perché gli dico, da madre, da sorella di Giovanni, di andare via. Non me la sento di dirgli di restare".
Anche il buon blogger Slash dal suo blog dice "questo paese non ti merita, come non meritava La Torre, Falcone e Borsellino. Vai via da questa fogna... salvati Roberto !!
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Espressa dal portavoce Orfeo Notari Stefano ecco la posizione dell'associazione antimafia 'Verso sud': "Venire a sapere da un collaboratore di giustizia che il clan dei casalesi aveva in mente di eliminare Roberto Saviano prima di natale e' la conferma che la camorra, come anche la 'ndrangheta e la mafia siciliana, non dimentica. La storia delle mafie e dell'antimafia e' costellata di episodi di vendette a orologeria: prima o poi le mafie colpiscono chi ha procurato loro dei danni. E Saviano ha portato in emersione la rete dei colossali interessi economici di quel clan. Per analoghi motivi le mafie hanno colpito in Sicilia e in Calabria. Per questo a Saviano occorre esprimere una solidarieta' non solo formale, che non servirebbe a nulla, ma una solidarieta' che implichi il rinnovato impegno del vasto fronte dell'antimafia con azioni concrete nei territori controllati dalla criminalita' organizzata". .
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Crescenzo Sepe Arcivescovo di Napoli afferma: "Saviano ha la solidarietà di tutti anche della Chiesa, io non so se ha più paura di prima ma certamente so che vive in una situazione di grave allerta, di continua preoccupazione, ma ha anche la solidarietà di tutti, delle istituzioni, della Chiesa. Spero che questa realtà lo animi psicologicamente e non lo abbatta".
Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe Fava ucciso dalla Mafia a Catania,e oggi coordinatore nazionale di Sinistra democratica dichiara: "c'è un solo modo per far sentire a Roberto Saviano la nostra amicizia e la nostra solidarietà: liberare questo Paese dalle mafie. Ciascuno faccia la propria parte, sino in fondo. A cominciare dai giornalisti: scrivano chi organizza le serrate dei commercianti contro gli immigrati a Castelvolturno, raccontino le carriere di governo cresciute all'ombra dei casalesi, si occupino delle cento storie in cerca d'autore che aspettano d'essere raccontate tra la Sicilia e la Campania. Altrimenti i gesti di solidarietà resteranno solo parole di carta".
Felice Belisario presidente dei senatori di Italia dei valori dice: ''Se le notizie relative all'imminente vendetta da parte della Camorra dovessero essere confermate dovremmo stringerci tutti, simbolicamente, intorno al giovane scrittore per proteggere, oltre che l'uomo, anche il simbolo del coraggio, della libertà e della speranza del nostro Paese'. Nell'esprimere tutta la nostra solidarietà a Saviano e agli uomini della sua scorta ugualmente minacciati di morte vogliamo ribadire, ancora una volta, che solo con il coinvolgimento sincero e totale di tutti i cittadini onesti si può sconfiggere la criminalità organizzata. E' indispensabile buttare giù il muro di omertà che protegge camorra, mafia e tutte le associazioni a delinquere''.
Anche Fabio Granata e Bruno Murgia del Pdl hanno intanto presentato un'interrogazione urgente al governo per rafforzare ulteriormente le misure di protezione nei confronti del giornalista-scrittore.
Saviano è il simbolo dell'Italia che non si arrende, dell'intellettuale senza padroni e senza protettori che si oppone alla prepotenza e alla vergogna che offende la sua terra. Racconta di un Sud e di una Italia diversa e ricorda tragicamente il Paolo Borsellino del discorso alla biblioteca di Palermo dopo l'uccisione di Giovanni Falcone.

Saviano va tutelato con misure straordinarie e a Saviano deve andare la solidarietà dell'intero Parlamento e del governo perché non si possa scrivere ancora una volta, come diceva Falcone che si muore quando si è soli.


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