Benvenuti alla terza guerra mondiale
Russia e Usa non possono mollare l'osso Georgiano ..e in questo guado da guerra fredda si inserisce il nostro presidente del consiglio, che pare sempre piu' la macchietta napoletana ...avete capito di chi parlo ..di Arlecchino servitore di due padroni Bush e Putin... ma anche il solito Pulcinellone.

Partiamo da queste ultime agenzie di stampa: Mosca, 27 ago h 12.30. (Apcom) - La flotta russa ha ricevuto il comando di sorvegliare i movimenti delle navi di Paesi NATO nel Mar Nero. Lo ha detto il vice capo di Stato maggiore russo Anatoly Nogovitsin. Ieri lo stesso generale diceva di attendere che le navi Nato nel mar Nero arrivino a 18 unità. Mettendo in forte dubbio che la loro missione sia quella di fornire aiuti umanitari in Georgia. Nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Ria Novosti Nogovitsin ha espresso la chiara convinzione che il tutto sia sintomo di un comportamento aggressivo da parte dell'Alleanza che tutto ciò "possa solo complicare la situazione". Proprio mentre l'incrociatore Usa McFaul ha lasciato Batumi con destinazione Poti, il porto georgiano sul mar Nero vicino alle posizioni russe. Per Nogovitsin "solo ieri si parlava di 9 navi della Nato". Ora il numero è raddoppiato secondo l'Aquila bicipite. Inoltre "La ricca America ha promesso 2 miliardi di dollari alla Georgia in aiuti" dice l'alto ufficiale, insinuando senza entrare torpppo nel dettaglio, la prospettiva di aiuti militari dagli Usa. "Quali infrastrutture avrebbero bisogno di 2 miliardi?" ha chiesto rivolgendosi alla stampa ironicamente.

(ASCA-AFP) - Bruxelles, 27 ago - La Nato chiede alla Russia di rivedere la sua decisione di riconoscere le due regioni separatiste della Georgia. In un comunicato degli ambasciatori dell'alleanza si legge che la Nato ''condanna la decisione della Federazione russa di estendere il riconoscimento all'Ossezia del sud e all'Abkhazia, regioni della Georgia, e chiede alla Russia di rivedere la sua decisione''.
Mosca, 27 ago. (Apcom) - Scende in piazza domani il partito filo-Putin 'Russa Giusta' e il suo movimento giovanile per protestare davanti alla rappresentanza della Nato nella capitale russa. "Un'azione contro il doppio standard usato in geopolitica" dall'Alleanza atlantica. Apcom lo apprende dall'ufficio stampa del partito. Un ulteriore segnale di tensione, all'indomani del riconoscimento da parte russa delle Repubbliche indipendentiste georgiane di Ossezia del Sud e Abkhazia. L'inizio della manifestazione è previsto per le ore 11 italiane e "all'azione prenderanno parte anche cittadini abkhazi e ossezi".
(ASCA-AFP) - Mosca, 27 ago - Eventuali azioni militari della Nato contro le due regioni secessioniste georgiane sostenute da Mosca saranno considerate ''una dichiarazione di guerra alla Russia''. E' l'avvertimento lanciato dall'inviato russo presso l'Alleanza, Dmitry Rogozin. ''Se la Nato lancera' improvvisamente azioni contro l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud, agendo unicamente a sostegno di Tbilisi, cio' significhera' una dichiarazione di guerra alla Russia'', ha detto Rogozin al quotidiano russo Vremya Novostei.
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(ANSA) - WASHINGTON, 27 AGO - Il Dipartimento di Stato Usa ha diffuso stasera a nome degli alleati del G7 una nota congiunta di condanna nei confronti della Russia."Noi, i ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti e Gran Bretagna, condanniamo l'azione del nostro membro associato del G8". "Il riconoscimento dell'indipendenza della Ossezia del Sud e della Abkhazia viola l'integrità territoriale e la sovranità della Georgia ed è contrario ale risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sostenute dalla Russia. La decisione della Russia ha messo in dubbio il suo impegno alla pace e alla sicurezza nel Caucaso". "Noi deploriamo l'eccessivo uso della forza militare della Russia in Georgia e la sua perdurante occupazione di parti della Georgia. Raccomandiamo unanimemente al governo russo di adempiere in pieno i sei punti del piano di pace concordato dal presidente Sarkozy a nome dell'Unione Europea, in particolare il ritiro delle sue forze al di là dei confini pre-conflitto". "Noi riaffermiamo il nostro forte e continuo sostegno alla sovranità della Georgia nell'ambito dei suoi confini riconosciuti e sottolineiamo il nostro rispetto e sostegno al democratico e legittimo governo della Georgia nel perseguire il raggiungimento di una pacifica e durevole soluzione del conflitto"
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E per concludere ecco quanto dice il portavoce di Vladimir Putin, premier russo uomo forte di Mosca, in serata... "Si dovrebbe sempre tenere a mente, sempre ricordare il punto di inizio di questa crisi: l'attacco georgiano contro l'Ossezia del sud", prima di giudicare l'operato russo, volto solo "a proteggere civili inermi" da un bagno di sangue. Il portavoce ha anche parlato della presenza delle navi Nato nel Mar nero: "non può non sollevare dubbi che una missione umanitaria sia affidata a navi da guerra". La flotta russa "prenderà misure precauzionali", ma "si spera di evitare un confronto". Peskov ha poi ribadito l'ottemperanza russa al piano della presidenza francese dell'Ue per il cessate il fuoco in Georgia: "il piano prevede pattugliamenti nelle zone a rischio". Chi vuole ridurre la sua cooperazione con la Russia a causa della crisi nel Caucaso, ha aggiunto, "ci rimetterà quanto la Russia". E il mancato sostegno cinese al riconoscimento delle due repubbliche secessioniste "non significa che la Cina voglia isolare Mosca":

Non mi piacciono gli articoli allarmisti e drammatici. Mi piacerebbe cominciare questo testo esprimendo la speranza che le mie analisi siano totalmente sbagliate, come alle volte mi capita, e che tutto sia un gran brutto incubo. Ma i trascorsi e i fatti recentissimi della crisi in Georgia non ci aiutano in questo senso, inoltre come campanello di allarme finale, i fatti occultati dai media indicano che si stanno mettendo in moto i preparativi per uno scenario di varie guerre convenzionali, se non nucleari.
Da quali indizi possiamo intuire, gli inizi di una guerra. Le guerre non scoppiano da sole. Esistono sempre alcune fasi previe, che preparano la struttura statale e la società per la guerra. Invariabilmente, la costruzione dell'immagine del nemico che costituisce un pericolo per l'esistenza stessa del paese è la “conditio sine qua non” per preparare la popolazione ad una guerra. E la guerra è sempre presentata come difficile e piena di sacrifici (per la popolazione, naturalmente, non per i governanti), ma la vittoria come se fosse sempre fuori dubbio, per la semplice logica che “giustizia” e “ragione” stanno dalla propria parte.
Per la creazione del nemico sono necessari, insieme al discorso ufficiale pieno di manipolazioni, esagerazioni e bugie, alcuni fatti che diano prova della pericolosità del nemico. Normalmente, in una prima fase, si prendono delle misure contro quel nemico dichiarato con l'obiettivo di provocarlo e generare qualche atto di violenza. Nel caso in cui non si ottenga tale violenza, nella storia la scusa perfetta per dichiarare guerra è sempre stata un'azione coperta, azione che però che viene attribuita al nemico. Vari esempi di questo genere di strategia usata dagli USA, sono descritti in dettaglio nel testo “La strategia dell'attacco provocato". Parlando della seconda guerra mondiale normalmente si considerano gli anni dal 1940 fino al 1945, ma in realtà, in Germania, Hitler ha preparato il paese alla guerra per quasi tutta gli anni 30’. Centinaia di persone denunciarono questi preparativi, ma i governanti europei e statunitensi non fecero loro caso. Al contrario, l'economia nascente in Germania era fonte di grossi interessi economici. Solo per fare un esempio, il nonno dell'attuale presidente USA, Bush, come direttore della banca Brown Brothers Harriman, mantenne i suoi interessi commerciali con Hitler e le sue SS fino al 1942, quando finalmente il Congresso statunitense proibì il commercio coi nazisti. Lo scenario per organizzare le guerre contro l'Afghanistan e l'Iraq non è stato molto diverso. Non è neppure diverso lo scenario della prossima guerra contro l'Iran. (fonte articolo di Hendrik Vaneeckhaute)
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Ma torniamo all'oggi: nella crisi del Caucaso ci sono già tutti gli elementi della prossima guerra mondiale, che sarà nucleare solo un pochino e che forse sarà evitata grazie a Cina e India. E' questa l'analisi di Nikolai Sokolov,
esperto di geopolitica nel mondo post-sovietico.
Secondo lo studioso, la posta in palio in Georgia è poco più che simbolica, ma Russia e Usa non possono mollare l'osso per diversi motivi: promesse e alleanze con player locali, reputazione e ruolo nel contesto globale.
La situazione assomiglia molto a quella europea alla vigilia della prima guerra mondiale,
quando l'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando scatenò una reazione a catena inevitabile.
Come potrebbe scoppiare il conflitto? Semplice: la Georgia starebbe per entrare nella Nato.
Ma se negli Stati Uniti questa ipotesi è molto popolare - perché entrambi i candidati alle presidenziali giocano la carta georgiana per acquisire consensi - altri membri dell'Alleanza (definiti "vecchia Europa" da Rumsfeld)
non ne sono così entusiasti. Inoltre si tratta di un processo lungo.
A questo punto, il presidente georgiano Saakashvili potrebbe semplicemente stringere un'alleanza bilaterale con gli Usa, facendo dispiegare sul suo territorio due o tre battaglioni di soldati americani. Di fatto, se Tbilisi decidesse di soffiare sul fuoco, si tratterebbe di "ostaggi" in un gioco più grande di loro.
Infatti, un'ulteriore provocazione di Saakashvili nei confronti della Russia, come quella di agosto,
non potrebbe che scatenare la stessa reazione di Mosca. Ma a quel punto gli americani, implicati direttamente, non potrebbero starsene a guardare e, tra l'altro, non avrebbero i lacci e lacciuoli dell'Alleanza Atlantica a limitarne la libertà d'azione.
La Russia schiaccerebbe la Georgia ma non avrebbe chances contro la superiorità tecnologica statunitense. Dovrebbe perciò ricorrere a un limitato uso della sua forza nucleare contro i centri di comando e le basi Usa, soprattutto in Europa, da cui partono gli attacchi contro il proprio territorio.
"Benvenuti alla terza guerra mondiale in gran parte convenzionale e resa qua e là più piccante da qualche fungo nucleare".
Ma l'aspetto più affascinante è il fatto che le due potenze emergenti sullo scacchiere globale, Cina e India, sarebbero totalmente disinteressate all'intera faccenda, non avendo mire particolari sul Caucaso.
Vera o falsa che sia, questa constatazione è per lo studioso russo (e per noi tutti) fonte di speranza:
"Se superiamo in sicurezza questo periodo di transizione - in cui il potere economico e quindi politico si sta trasferendo dai vecchi centri all'Asia - potremmo evitare un scontro diretto tra grandi potenze e l'uso di armi nucleari. In base alle attuali tendenze economiche, necessitiamo di un po' di fortuna ancora per qualche anno". (fonte alice news)
La guerra mondiale prossima ventura... ho letto su un forum...
Ricordate il principio della fine? Subito dopo l’11 Settembre, in previsione della guerra mondiale che si sarebbe scatenata, iniziammo ad usare le bandiere arcobaleno, disseminandole ovunque, dai balconi ai siti Internet, iniziammo ad usare quei colori anche per agghindarci un po’ prima di uscire da casa per andare a fare la spesa, quasi a volerci rendere visibili, per poterci riconoscere gli uni con gli altri. Il pericolo era incombente, te TV cercavano di raccontare tutto quanto fosse possibile dire, imperversavano esperti di armi, esperti di guerriglia, esperti in strategie. Tutto finì per esser teso a non farci preoccupare, quindi via con la descrizione particolareggiata del missile furbissimo teleguidato da un joystick all’interno della caverna presso la quale stava nascosto Osama bin Laden, innamorato di Whitney Houston (ma all’epoca ancora non lo sapevamo) mentre era intento a sollazzarsi con la sua schiava del sesso preferita che prendeva appunti per un best seller (nemmeno questo sapevamo).
La terza guerra mondiale iniziò inesorabilmente, ma nessuno ebbe il coraggio di dircelo, sperando forse che noi, intenti ad elargire le nostre risorse pacifiste in modo rateizzato, laddove c’era bisogno, non ce ne saremmo mai accorti. Il dubbio venne quando si iniziarono a seppellire eroi in ogni parte del mondo. Gli americani allora, che fessi non sono, scavarono nella memoria e tornarono indietro fino al 1950 quando per giustificare la guerra di Korea si inventarono “l’operazione di polizia internazionale”, coniando il termine “guerra globale al terrorismo”. Un modo rapido anche per uccidere il pacifismo, col teorema che, chi è contro la guerra al terrorismo è un terrorista. Le nostre bandiere scolorite, accompagnate da quelle rosse, divennero il simbolo del filoterrorista, come spesso ebbe a chiamarci il ridicolo presidente del consiglio incapace persino di giocare a Risiko.
Oggi siamo pronti a partire per la prosecuzione della terza pace mondiale, e non dobbiamo preoccuparci, quindi per rassicurarci su tutti i giornali vengono esposti gli armamenti che i nostri pacificatori porteranno con loro: il mortaio 60 mm, vari sistemi controcarri a diverse gittate e persino un utilissimo panzerfaust 3, che solo il nome da i brividi.
C’è solo una cosa che i ministri (di turno Dx o Sx pari sono) per la propaganda non mi hanno spiegato: “L’azione di pace dovrà solo impedire che Hezbollah colpisca Israele o anche viceversa? E mentre i panzefaust 3 italiani saranno piazzati al confine libanese, Israele potrà ancora bombardare Gaza?”

FORSE faremo ancora una volta... come si è fatto a Dresda o a Hiroshima, e sarà una vera festa per tutti i nostri sadici e drogati generali. I polli debbono quindi restare polli, da cucinare al forno con le patate o allo spiedo. Non si è mai visto un pecorone ribellarsi. Quindi mi raccomando. Non scherziamo. Votate solo liste bloccate e candidati unici, tutto va deciso da "lor signori". Mi raccomando, non facciamo scherzi, bevete tutto quello che vi offrono al bar o in tv, serenamente. C’è chi pensa al vostro “bene”.


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