1manifesto un blog...  Anti-casta politicante,  Laicista,  Antifascista,  Resistente,  Solidale,  Umanista,  Libero...        O siamo capaci di sconfiggere le opinioni contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere.  Non è possibile sconfiggere le opinioni con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza. (Ernesto Guevara)...       
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Benvenuti su 1manifesto WebSpace nella terra degli indomiti, di quelli che la modernità del nostro tempo vogliono interpretarla e non subirla passivamente, la terra libera di chi crede che le idee non sono mai nuove o vecchie, la terra promessa di chi pensa che esistano solo idee giuste o idee sbagliate... "Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità." Tatanka Iyotanka (capo tribù dei Hunkpapa Sioux)
sabato, 31 gennaio 2009

...non ci rassegnamo ad abbassare la testa

 Di Pietro ..vilipendio day  

Denunciato per avere esercitato il diritto di critica  ..con rispettosa chiarezza !!

Di Pietro

Non abbiamo usato la mano pesante. La decisione di presentare una denuncia e’ bilanciata sul grave comportamento dell’onorevole Di Pietro, le cui dichiarazioni prefigurano il reato di offesa al Presidente della Repubblica”. (AGI 31 gen 09 Oreste Dominioni, presidente dell’Unione camere penali)

«Accetto ben volentieri la sfida che il presidente dell’Unione delle camere penali, Oreste Dominioni - persona che rispetto e stimo sia sul piano personale che sul piano professionale - mi lancia dichiarando di denunciarmi per vilipendio al Capo dello Stato in relazione al mio intervento alla manifestazione promossa dall’Associazione familiari vittime della mafia. Sono certo che vincerò la causa per tre buone ragioni: la prima perchè non ho mai accusato il Capo dello Stato di essere mafioso nè l’ho mai pensato (la registrazione integrale del mio intervento ne sarà la prova); la seconda perchè nell’aver rispettosamente sostenuto che, a mio avviso, il Capo dello Stato non sempre si sarebbe dimostrato imparziale, ho esercitato un legittimo diritto di critica che la Carta costituzionale garantisce a tutti i cittadini nei confronti di ogni autorità; la terza perchè, a prova del predetto diritto di critica (di ben più ampio spessore), porterò in tribunale una copiosa rassegna stampa riguardante numerosi casi di critica nei confronti di altri presidenti della Repubblica (Cossiga e Ciampi), senza che nessuno abbia sollevato tale e tanto clamore come quello scatenatosi nei miei confronti solo perchè non sono allineato al sistema e non mi rassegno ad abbassare la testa. Una cosa, da subito, posso assicurare all’amico Dominioni che non chiederò, in alcun modo, che mi sia riservata l’insindacabilità delle dichiarazioni rese come parlamentare. Se qualcuno vuole il processo è bene che ci sia perchè i principi costituzionali, come la libertà di pensiero e di espressione, vengano riaffermati». (AGI 31 gen 09,  il leader del’IdV, Antonio Di Pietro)

...chi non ha peccato scagli la prima pietra

ORA A MEMORIA NOSTRA... E VOSTRA... favoriamo un semplice confronto fra le affermazioni (datate e mai perseguite) dell'attuale presidente del consiglio ...e quelle (recenti innocenti ma inquisite) dell'Onorevole Antonio di Pietro:

"Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista" (di Silvio Berlusconi, La Stampa, 16 gennaio 1995).

"Lei (Presidente Napolitano) dovrebbe essere l'arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro. Noi la rispettiamo ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d'accordo che si lasci passare il lodo alfano? Il silenzio è mafioso, e per questo non voglio rimanere in silenzio" (di Antonio Di Pietro, 28 gennaio 2009)

«Il silenzio è un comportamento mafioso», lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il Presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell’Associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c’è nella lotta alla mafia». (Antonio Di Pietro, 28 gennaio 2009)

PS: ''Deploriamo la strumentalita' dell'iniziativa dell'avvocato Oreste Dominioni, presidente dell'Unione Camere Penali, nonche' avvocato difensore della famiglia Berlusconi. Contestiamo il tentativo di configurare come vilipendio e come oltraggio al Capo dello Stato le parole pronunciate da Antonio Di Pietro in piazza Farnese." 

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venerdì, 30 gennaio 2009

...poi ne riparliamo !!

 Cosi' e' se vi pare...
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uomini che fanno la storia ...scopri le differenze !!
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In dieci giorni Obama ha rivoluzionato la politica estera
e riavviato l'economia USA, ma nel governo italiano permane lo scetticismo !!
.governo italiano ..un cabaret nano !!
"Sì, vabbe', a fare i fatti sono capaci tutti... aspettiamo che arrivi il momento di raccontare le barzellette sporche, e poi ne riparliamo!"
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giovedì, 29 gennaio 2009

il senso della leggerezza e dell’umorismo...

 Donne dududu' remix 

il Prontuario illustrato per la sicurezza dei civili di mauro b. !!

Nei giorni scorsi dopo avere lanciato l'idea di decuplicare il numero dei militari nelle strade in risposta ad una serie di stupri che hanno impressionato l'opinione pubblica italiana, Berlusconi ha detto, con riferimento alle violenze sulle donne, che "anche in uno stato più militarizzato e poliziesco cose di questo genere possono sempre capitare. Non si può pensare di mettere in campo una forza tale (da evitare il rischio). Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze. Credo che non ce la faremo mai" !!!!
(da Reuters domenica, 25 gennaio 2009 )

donne e priorita' ..nuove disposizioni

Il solito buontempone Sivio poco dopo ha precisato "Era solo un complimento alle belle donne, io penso che in ogni occasione serva sempre il senso della leggerezza e dell’umorismo" ...UMORISMO ?? sigh !!

Nb: meno male che ci ha pensato subito il grande Mauro Biani ...che ha trovato la giusta chiave per sfanculare... la compagnia del Bagaglino di Governo guidata dal nanopremier

...ohooooopssssssssss presidente

LA SOLUZIONE FACILE ...lettera satirica al troglodita nano:

"Egregio Sig. Presidente del Consiglio,
lei ha detto: "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai". Sono totalmente d'accordo con lei, mi sembra plausibile. Sig. Premier, non si scoraggi, secondo me è una cosa che si può fare. "Yes, we can!" direbbe un suo avversario. Mi segua…

Innanzitutto, ogni bella donna italiana dovrebbe avere nel cassetto del comodino il proprio bel book fotografico. Di profilo, primo piano, di tre quarti, da tergo. Si, insomma, bisogna che ci si assicuri che sia stuprabile, ché noi non siamo un popolo che spreca risorse, figuriamoci un militare. Una raccolta di foto dai 18 ai 40 anni, non di più: gli stupratori, lo sappiamo tutti, son personcine dal palato fine e le cariatidi o le acerbe manco le guardano. Chiunque si trovi nella fascia d'età citata, manderà il suo curriculum fotografico, corredato da qualche breve nota su giro vita, peso e taglia di reggiseno.

Lei, intanto, provvederà ad istituire in Parlamento una apposita CCS (Commissione Candidate allo Stupro) che vaglierà, scrupolosamente, ogni invio, decretando chi è inclusa o meno nell'assegnazione del soldato anti-violenza. Qualora la donna superi le selezioni, un militare le sarà inviato direttamente al suo domicilio e la seguirà passo passo, più fedele di un cucciolo salvato dal canile e più vigile di un mastino insonne.

Ovviamente sono escluse dalle selezioni quelle donne che hanno già aderito alla campagna "sposa un milionario" le quali sono nelle condizioni economiche di procurarsi un body guard di tasca loro. La Commissione dovrà, altresì, lavorare sulle candidature dei militari che saranno assegnati alle miss da stupro. Saranno esclusi soldati in astinenza sessuale da tempo protratto.

I quiz preselettivi dovranno prevedere prove di resistenza quali "Non perdere il tuo aplomb in un harem di donne discinte" o "Tieni indosso la tua divisa su una spiaggia di nudiste senza implodere".

Coloro che risulteranno vincitori delle prove, saranno inclusi nell'albo dei soldati anti-stupro e non potranno fare richiesta per altre liste, quali, ad esempio, quelle di soldato vigila-discarica per ovvi motivi di conflitto di interessi. Una volta accoppiati, donna stuprabile e militare anti-violenza saranno legati da vincolo legale inscindibile fino a quando non si presenterà una delle cause di rescissione dal contratto e cioè:
a) sopravvenuta bruttezza imputabile ad un improvviso e inaspettato decadimento fisico o ad incidente sfigurante;
b) sopraggiunti limiti d'età;
c) caduta del governo.

Ha visto, Sig. Presidente, com'è stato facile? Non è complesso, ci ripensi, non molli. Io sarò con lei per l'organizzazione di tutto. Posso dedicarle tutto il tempo di questo mondo: sono racchia, e non devo passare il mio tempo a preoccuparmi di chi potrebbe violentarmi." (ricevuto via mail di Luisa Bossa, deputata PD )

Trovo molto giusta la provocazione in satira della ex sindaco di Ercolano Luisa ...ogni tanto ci vuole qualcuno che dica "basta in rima" a quest'orgia della stupidità nana... che avanza e deborda nel paese.  Sig. Luisa... LEI, MI CONSENTA E' UNA DONNA DAVVERO AFFASCINANTE 

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giovedì, 29 gennaio 2009

non si puo' gridare in piazza che napolitano dorme

 A rischio di svegliarlo...
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Vauro ...e' la matita piu' schietta e verace del comun sentire popolare italico !!
Si supera ogni volta... e anche in questa caustica vignettaccia
..sintetizza da par suo l'ovvieta' impronunciabile ..dei nostri tempi cupi !! :-))

vauro ...su napolitano che dorme

ps: grillo, travaglio, di pietro oggi hanno il polso del paese.. come pochi sentono la bufera che arriva. Appena la fame lambira' i piu' ...sara' l'inevitabile ...e ancora una volta saremo una italia libera !!  
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Ma credo... che allora sara' troppo tardi per svegliare il napolitano che dorme !!

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mercoledì, 28 gennaio 2009

democrazia e la Giustizia UGUALE PER TUTTI

 28 gennaio piazza Farnese
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Piazza Farnese manifestazione per la democrazia e la Giustizia UGUALE-PER-TUTTI
...tra censura e linciaggio della stampa. Vergogna (loro). Grande forza, noi della rete libera.

Ho seguito la diretta web. Ho letto le prime pagine di reppubblica e del corriere online.  Confermo che é una grande vergogna la copertura mediatica di questo piccolo piccolo piccolo, quasi impercettibile colpino di stato.  Sono però sicuro che oggi é nata una piccola fiaccola che domani diventerà un incendio. proteggiamo la libertà che c'é ancora in rete. Per ora non aggiungo altro.

Cosi parzialmente sintetizzo e riporto:

Roma 28 gennaio 2009. La manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale dei Familiari Vittime della Mafiasi apre con un video inchiesta che potremmo intitolare "il negazionismo della mafia".
In attesa dell'inizio degli interventi di Serenetta Monti, Emiliano Morrone, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Carlo Vulpio prosegue la messa in onda di filmati storici che ricostruiscono dal punto di vista giornalistico e giudiziario la storia di Dell'Utri, la nascita di Forza Italia e gli incontri di Berlusconi con famosi mafiosi. Una rassegna stampa creata ad hoc riporta i titoli di moltissimi quotidiani di alcuni anni fa: "Silvio riciclava i soldi della Mafia", "A Forza Italia e Dell'Utri i soldi della Mafia", Fininvest è nata da Cosa Nostra" ecc.Il palco della manifestazione
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Saluto dal palco di Serenetta Monti ai movimenti politici che hanno aderito alla manifestazione. L'Associazione Nazionale dei Familiari Vittime della Mafia, come già indicato nei giorni scorsi, desidera che a sventolare in piazza Farnese siano solamente il tricolore. Si chiede quindi di abbassare le bandiere dei partiti politici presenti. Nel preambolo alla manifestazione un paio di stilettate alle autorità, che hanno messo a disposizione solo piazza Farnese, difficilmente raggiungibile al punto che diversi pullman provenienti da fuori Roma non sono ancora arrivati, e alla stampa "tradizionale" che non ha seguito fin qui (e scommettiamo non seguirà neppure oggi e domani) l'importante appuntamento odierno. A seguire un altro crudo contributo video che mostra diverse immagini di stragi e uccisioni della mafia, il famoso intervento di Silvio Berlusconi che ricorda che il famoso mafioso Vittorio Mangano ("stalliere di Arcore, bravissimo con i cavalli, un eroe"), le immagini della strage di Capaci e via D'Amelio in cui persero la vita Falcone, Borsellino e le rispettive scorte.
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Apre gli interventi Sonia Alfano, presidente dell'Associazione Nazionale dei Familiari Vittime della Mafia, che spiega il simbolo dell'Associazione, la rosa bianca (purezza) e rossa (sangue) e ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto in modi diversi la manifestazione.
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Interviene la figlia di Gaetano Longo, il sindaco di Capaci assassinato dalla Mafia nel 1978. Toccanti le sue parole sulle leggi vergogna varate da Governo e Parlamento e la non-rappresentatività dei parlamentari, scelti dai partiti e non dai cittadini attraverso la legge elettorale non a caso definita "Porcellum".
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- Emiliano Morrone e Savario Alessio: i drammi della Calabria, l'intervento di Emiliano Morrone e Saverio Alessio autori di "Società sparente" un drammatico racconto sulle liason tra politica e 'ndrangheta in Calabria. Molto articolate, in occasione della manifestazione, le loro denunce su vari esponenti oscuri della politica calabrese in perenne caccia di poltrone ben retribuite e di imprenditori (come Saladino e Fragomeni) per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio.
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Salvarore Borsellino: Resistere, resistere, resistere!
Parla Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino. Parla di baratro all'interno del quale i politici stanno facendo precipitare il Paese. La disgraziata seconda Repubblica è fondata sul sangue delle vittime della Mafia, secondo Borsellino, che chiede anche di mettere in cella niente meno che Berlusconi e Dell'Utri e di constringerli in stile "arancia meccanica" a vedere e rivedere mille volte le immagini delle stragi. Molto forti e sentiti gli applausi della folla. Commoventi e crudi i ricordi di Salvatore Borsellino del giorno in cui è stato ucciso il fratello-eroe. E' tempo di reagire, di lottare, di Resistere e di opporsi al Governo, non di piangere, afferma Borsellino, che accusa le modifiche legislative all'Istruzione come un modo per bloccare anticipatamente una nuova potenziale Resistenza civile alle ingiustizie di Stato. Forti anche le accuse sul sitema politico e dell'informazione che dopo aver "assassinato professionalmente" giudici e magistrati onesti, tenta di uccidere anche Gioacchino Genchi, definito fedele e onesto servitore dello Stato. Resistenza! Resistenza! Le sue parole finali.
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Angelica Manca: mio figlio Attilio aspetta giustizia
Toccante anche la testimonianza urlata con le lacrime agli occhi di Angelina Manca, madre di Attilio, trovato morto per un overdose di eroina, alcol e tranquillanti. “Era un drogato, è morto di overdose“. E’ la tesi della Procura che tenta di archiviare l’indagine. Attilio Manca aveva effettuato un'operazione urologica sul boss Bernardo Provenzano, giunto in ospedale con un documento falso del Comune di Villabate. Era mancino e non poteva quindi autoiniettarsi sul polso sinistro (dove c'erano i segni delle punture). La mamma attende ancora giustizia.
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- Sonia Alfano contro Berlusconi e Angelino Alfano
Ancora un duro affondo di Sonia Alfano al presidente del Consiglio: mi vergogno di lui, delle sue battutine quando parla di ragazze violentate, delle corna che fa durante i summit europei, mi vergogno delle sue leggi e mi vergogno del paese che stiamo lasciando ai nostri figli. Mi vergogno anche di Angelino Alfano (che solo per omonimia ha il suo stesso cognome) che bacia il boss mafioso di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, al matrimonio della figlia. Riprendiamoci il paese con la rettitudine e il coraggio. Torna ancora sulla scena, per voce della Alfano, il presidente del Senato Schifani, controllato dai mafiosi di Villabate (i Mandalà, con cui è stato anche socio nella Sicula Brokers) comune siciliano poi sciolto per infiltrazioni mafiose. Stiamo manifestando contro delinquenti che hanno occupato le istituzioni e che molti servitori dello Stato sono quotidianamente a scortare, il suo monito, cui segue l'appello contro il lodo Alfano - incostituzionale - che evita i processi per le 4 cariche più alte dello Stato. Siamo un esercito senza colori che deve a tutti i costi riprendersi il Paese il suo urlo, cui segue un'arringa alla politica: la cosa più alta e più nobile che ci sia. Non pensiamo di starne lontani solo perché qui in Italia è sporca.
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- Di Pietro: contro le leggi vergogna e un appello alla terzietà di Napolitano
La parola passa ad Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori che subito fa un appello all'importanza di scendere in piazza e ad informare quanta più gente possibile: su lodo Alfano, sul futuro lodo salva Ministri, sul già presentato lodo salva furbetti del quartierino e sul futuro lodo salvaci dalle intercettazioni. Sono stati presi con le mani nella marmellata e ora si chiudono a riccio in tutti i modi per restare impuniti, le parole di Di Pietro. Interessanti le sue parole e la sua proposta sulla Rai: non si può continuare a far scegliere ai politici i consiglieri d'amministrazione perché non è possibile che chi debba controllare i partiti dal punto di vista informativo, sia nominato dai controllori. Poi un appello al Presidente della Repubblica: hanno organizzato uno "scherzetto" simile a quello organizzato in piazza Navona e hanno sequestrato uno striscione polemico nei suoi confronti ("Napolitano dorme, l'Italia insorge". Lei deve essere arbitro e garante del nostro diritto di manifestare. E' nostro diritto manifestare contro i suoi silenzi sul lodo Alfano e le altre leggi vergogna. E poi promette: metteremo in piazza un altro grappolo di referendum dopo quello sul lodo Alfano in primavera.
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- Marco Travaglio: neanche sotto il fascismo fatti così gravi
Sale sul palco uno degli ospiti più attesi, Marco Travaglio che subito ricorda: neanche il fascismo osò formalmente mettere le mani sulla giustizia ordinaria. All'epoca istituì i tribunali speciali per i diritti politici, ma non osò entrare a gamba tesa sull'indipendenza della giustizia. Qui sta succedendo qualcosa di molto peggiore, la politica sta decidendo sulle scelte della magistratura, una cosa mai vista. Nel 1924 - rincara manifestazione, piazza Farnese, 28 gennaioTravaglio - al momento della svolta autoritaria di Mussolini, l'Associazione Nazionale Magistrati si sciolse per far sapere quanto drammatici erano gli eventi. Oggi l'ANM si è schierata con il Governo, nonostante fatti ancora più gravi. E poi sviscera il "caso della guerra tra Procure". Racconta di come la Procura di Salerno poteva indagare su Catanzaro, che era riottosa a dare la documentazione relativa alle inchieste sottratte a De Magistris, e non viceversa. Ricorda che il Tribunale del Riesame, l'unico a giudicare su questa "guerra tra Procure" ha dato ragione a Salerno. E infine ricorda che, comunque, il Csm ferendo mortalmente lo stato di diritto, ha seguito la linea del Governo cacciando i magistrati di Salerno e addirittura sospendendo lo stipendio al Procuratore Capo Apicella.  Chiara la sua posizione: i politici hanno paura che questi validi magistrati scoprissero i loro illeciti, altrimenti, se li avessero ritenuti incapaci, li avrebbero fatti andare avantiE poi si scaglia contro le decisioni del Csm. Chi si mette contro Catanzaro finisce cancellato, eliminato professionalmente o punito (Carlo Vulpio, De Magistris, Apicella, i magistrati di Salerno, Clementina Forleo, forse anche Santoro con il suo AnnoZero ecc.), mentre Catanzaro gode di una quasi totale immunità. Probabilmente neanche De Magistris aveva capito cosa stava per scoprire quando lavorava a Catanzaro, perché le azioni messe in pratica da Governo, Csm, Anm e informazione sono incredibilmente gravi rispetto ai nomi e ai presunti reati emersi dalle inchieste Why Not e Poseidon. Il precedente creato è molto grave: nessuno oserà più mettere il becco nella Procura di Catanzaro e sulle vicende di malaffare calabrese. Troppo alto il prezzo da pagare.
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- L'intervento di Carlo Vulpio: il vero scandalo sono le intercettazioni illegali di Matera
Dopo Travaglio interviene un altro giornalista, il più esperto di tutti sulle inchieste di De Magistris: Carlo Vulpio. Subito l'apertura è dedicata al finto scandalo intercettazioni sbandierato pochi giorni fa da Berlusconi che ha fatto venir fuori la falsa notizia dell'esistenza dell'archivio di Gioacchino Genchi. E rilancia invece su un altro "scandalo intercettazioni" che coinvolge la Procura di Matera, la quale illegalmente ha intercettato e messo sotto controllo 5 giornalisti tra cui lo stesso Vulpio - violando la segretezza delle fonti, la libertà e l'indipendenza dell'informazione - che seguivano le inchieste di De Magistis, ma intercettavano ancora più illegalmente se possibile lo stesso De Magistris che indagava anche proprio su di loro. Questo - dice Vulpio - è golpismo giudiziario attraverso la sovversione di regole certe ed elementari. Questi mezzi erano illegali, ma si facevano - aggiunge Vulpio -, anche in Unione Sovietica e nelle dittature Sud America.
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- Beppe Grillo: ci sta guardando Previti dagli arresti domiciliari e sta ridacchiando di noi
Il suo inizio è al fulmicotone: Noi che siamo "sfigati e perdenti" facciamo paura con le nostre web cam, petizioni e referendum che ci sono stati bocciati da un giudice di 85 anni che aveva detto: Toto Riina è una persona perbene.
Negli Usa hanno Obama che ha vinto con Internet, noi abbiamo lo psiconano (Berlusconi ndr) che fa campagna elettorale in Sardegna a spese dei contribuenti.
E poi prosegue con una serie di spot e immagini:
Maroni, il Ministro degli Interni, è condannato per via definitiva per OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE.
Uno che grida Viva Caselli, Viva il pool antimafia viene rinchiuso proprio dalle forze dell'ordine in una camera per sei ore.
Rilanciamo l'idea della democrazia dal basso, creiamo le liste civiche e occupiamo i Comuni come prima cosa con candidati con la fedina penale pulita. E che si parli di mobilità, energie rinnovabili, piste ciclabili.
Il Parlamento è chiuso. Non legifera più. E' inutile e completamente in mano a Berlusconi.
Con al Social Card, Tremonti è ricorso ai conti correnti dormienti, ovvero ai soldi di padri, nonni e bisnonni non movimentati da almeno dieci anni. Prendono i soldi dai morti per darli ai morti di fame.
Noi perderemo - afferma spesso Grillo - solo la crisi economica potrà spazzare via questa classe politica marcia.
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- Pancho Pardi: la nostra è una democrazia malata dall'interno
Pancho Pardi inizia ringraziando la libera informazione e i giornalisti indipendenti. Ma subito la riflessione vira sulla situazione italiana: Precarietà, rinuncia alla progettazione del futuro, democrazia malata il cui specchio è il lodo Alfano. Tutte le democrazie soffrono la crisi, ma solo la nostra è malata. Abbiamo vizi e difficoltà in più: giustizia e informazione imbavagliate. E' l'anomalia italiana che rende difficile se non impossibile vedere un Obama o uno Zapatero da noi. Il rinnovamento è reso impossibile insomma dalla concentrazione del potere radiotelevisivo in una persona che allontana la democrazia dai problemi politici e personali.
Si è rovesciato il rapporto tra Parlamento e il Governo: le leggi camminano a velocità supersonica con il ricorso alla fiducia per semplice volontà del Governo. Non è più il Parlamento che stabilisce le leggi, ma funge solo da cassa di risonanza del volere del Governo. E le modifiche ai regolamenti non faranno che aggravare la situazione sbilanciando sempre più il potere in favore del Governo.
Non siamo riusciti a fermare che l'ineleggibile Berlusconi diventasse per ben 3 volte presidente del Consiglio. Ora facciamo un salto di prospettive e promuoviamo insieme un nuovo slogan: Berlusconi al Quirinale MAI! Non accettiamo che Berlusconi, che si è sempre vantato di non aver partecipato alle commemorazioni del 25 aprile perché la Resistenza gli fa schifo, diventi garante dell'Unità d'Italia, nata dal sangue della Resistenza, né che diventi capo del Consiglio Superiore della Magistratura.
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- Diego Pascale: continueranno a fare i loro porci comodi
Facciamo in modo di cambiare questo potere e non finiamo qui, dopo aver messo a posto la nostra coscienza, perché loro continueranno a fare i loro porci comodi. Non fermiamoci ai Comuni, ma uniti impegnamoci e puntiamo a ripulire anche il Parlamento. Siamo il popolo della rete, ci sono oltre a voi più di 20.000 persone che stanno seguendo la manifestazione on line.
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- Monia Benini - è una guerra a senso unico.
Una volta - questo l'intervento della Benini - si facevano le stragi con il tritolo, oggi si denigra attraverso l'informazione, basta fare un colpo di telefono per eliminare un oppositore o un giornalista scomodo. Si imbastiscono campagne denigratorie per eliminare avversari politici non allineati. E' una guerra a senso unico tra chi fagocita tutti i denari e cittadini inermi. Ha generato un sistema che genera paura, insicurezza è che ha posto il potere in mano a piduisti che farebbero rivoltare nella tomba i Padri Costituenti.
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P.s. chi ha garantito la diretta é www.c6.tv: grazie grazie grazie grazie grazie. E grazie a Di Pietro che se ne é fatto tramite. E che si esposto per l'ennesima volta all'attacco mediatico e giudiziario. Grazie a Sona Alfano. Credo che sia la piccola grande Obama di cui questo paese ha grande bisogno. Grazie anche a tutti gli altri. (da una mail di nanni di sconfini.eu)
.28-01-09 piazza Farnese a Roma ..il discorso di Di Pietro
ECCO di seguito tutto l'intervento di Antonio Di Pietro a piazza Farnese:
"A nome mio personale e dell'Italia dei Valori...
voglio ringraziare tutta l'associazione dei familiari vittime della mafia, voglio ringraziare tutti voi perché non volete arrendervi, perché avete il coraggio di continuare questa battaglia di legalità e di civiltà, mai come in questo momento necessaria per evitare che il nostro Paese finisca da una parte governato da un regime piduista, dall'altro per dimenticare chi ha dato la vita per portare la democrazia e la legalità nel nostro Paese. Da Piazza Navona a Piazza Farnese, dunque, e poi di nuovo ancora di piazza in piazza, in tutto il Paese, per informare i cittadini e formare insieme ad essi una nuova coscienza civile che faccia della legalità un presupposto per una sana economia e per una sana democrazia. Questo è l'impegno dell'Italia dei Valori.Non vogliamo che chi ha dato la vita per il nostro Paese venga ammazzato due volte, ammazzandone il ricordo e l'impegno con cui hanno fatto il loro lavoro.
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Perché siamo qui? Perché ancora una volta alcuni casi concreti fanno vedere come il sistema si chiude a riccio per pensare solo a difendere le proprie prerogative e la propria impunità. Ogni volta che rispetto al sistema si cerca di scoprire se qualcuno ha truccato le carte viene buttato fuori sempre non il truccatore, ma colui che cerca di scoprire chi è il truccatore. Di volta in volta è successo e succede sempre a chi, cercando di fare il proprio dovere, cerca di arrivare ad applicare la giustizia in modo uguale per tutti. Credo che un principio fondamentale in uno Stato di diritto debba essere che quando un magistrato fa le indagini debba essere lasciato in pace a farle completamente fino alla fine, e non bloccandole a metà. Ne so qualcosa io, perché l'ho vissuto sulla mia pelle. Questa idea che bisogna sempre fermare un magistrato prima che possa concludere le indagini, e quindi invece di difendersi nel processo ci si difenda dal processo, è un idea medievale, è un idea da Don Rodrigo. Ecco perché noi siamo qui. Siamo qui per affermare il principio che chi non ha nulla da temere dalla giustizia può essere solo felice di andare dal proprio giudice, perché può far sentire la propria ragione, e se non è convinto della decisione del primo giudice ha un secondo ed un terzo giudice che potrà valutare meglio la sua situazione. Ma l'idea che si debba essere al di fuori della legalità, costruendosi un lodo Alfano e un lodo Consolo, come si sta facendo, è un idea che offende lo Stato di diritto. Ecco perché siamo qui.
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Siccome si sta compiendo un altro misfatto, lo diciamo oggi prima che il misfatto si compia: si sta andando io soavanti di legge ad personam in legge ad personam. Si dice che si vuole più sicurezza, più legalità, più giustizia che funzioni, ma si fa l'esatto contrario. Ieri, il ministro della Giustizia Alfano in Parlamento è venuto a fare la relazione dei suoi primi mesi di governo, e si è scordato di dire che ha fatto il lodo Alfano. Si è vergognato pure lui di quello che ha fatto. Ieri, il ministro della Giustizia non ci ha detto che stiamo approvando in Parlamento, dove è già in Commissione, il lodo Consolo, dove i ministri, ingelositi, vogliono anch'essi la legge che Berlusconi si è fatto per sé. Ieri, il ministro della Giustizia si è dimenticato di dire che hanno fatto il lodo Salva-Manager, quello che ha permesso ai tanti furbetti del quartierino di poterla farla franca. Si sono scordati di dire che sta facendo il lodo “salvati dalle intercettazioni”. Anche su questo permettetemi di dire che quello che oggi vendono come un accordo trovato nella maggioranza è semplicemente una constatazione che sono stati presi con le mani nella marmellata, perché il disegno di legge è già stato depositato a giugno, e nel disegno di legge si diceva che fino a 10 anni della pena edittale non si intercettava più. Cosa voglio dire? Voglio dire che ci hanno provato, e dato lo schiaffetto nelle mani non ci hanno ripensato: hanno cambiato il vasetto della marmellata.
Cosa voglio dire con questo? Che la proposta che hanno fatto ieri è peggio ancora di quella precedente, perché hanno detto “va bene le intercettazioni, però per 45 giorni”, in modo che uno possa sapere che dal 46° giorno in poi può fare quello che gli pare e piace. Non voglio fare polemica politica, voglio dare solo un dato tecnico: il magistrato del pubblico ministero svolge un indagine, gli viene dato un tempo, da sei mesi al massimo un anno, per fare le indagini. Mi volete spiegare perché se ho 6 mesi per indagare su un fatto costituente reato, perché tra gli strumenti d'indagine l'intercettazione deve essere soltanto per 45 giorni? Mi spiego meglio: se in sala operatoria viene detto che un chirurgo ha bisogno di due ore per fare un intervento, perché gli viene detto che il bisturi lo può usare per 15 minuti? Ma se sto facendo un indagine, datemi tutto il tempo di cui ho bisogno. Non ha senso, ne una logica. Il senso e la logica ci sono perché “non si sa mai che si scoprano i reati”. Dico questo perché a parole dicono che vogliono sconfiggere la criminalità organizzata, quella criminalità per cui l'associazione delle vittime sono qui oggi, ma se togli al magistrato per scoprire, arrestare ed assicurare alla giustizia chi commette i reati, a parole combatti la criminalità organizzata e nei fatti la favorisci.
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Ecco perché siamo qui. Siamo qui per ribadire che non possiamo e non dobbiamo arrenderci, che dobbiamo reagire. Il ministro della Giustizia Alfano si è scordato di dire che un milione di persone hanno detto che quel lodo Alfano è un indecenza. Siamo qui perché non comprendiamo io so travaglioper quale ragione in materia di giustizia riescano sempre a trovare accordi, un po a destra e un po a sinistra gli conviene a tutti quanti. Non le comprendiamo queste ragioni. Sempre sul piano tecnico vi dico cosa contiene questo altro vasetto di marmellata. E' stato previsto che le intercettazioni ambientali e anche quelle fatte tramite videocamere sono valide ai fini processuali solo se autorizzate dal magistrato. Ora, uno dei modi per assicurare la sicurezza nelle città è quello di mettere un po di videocamere in giro. Questa benedetta videocamera becca uno stupro dietro l'angolo, una rapina, un furto, quella registrazione non la posso usare perché non è stata autorizzata dal magistrato. E come lo scopro il reato? Questi vogliono dei magistrati con la palla di vetro. E chi scelgono? Quelli che non piacciono a loro da castigare, quelli che piacciono a loro da non toccare. Questa è la giustizia in Italia, e contro questa giustizia dobbiamo ribellarci. Che fare? Non basta semplicemente resistere, perché questi se ne fregano della resistenza. Bisogna fare da una parte come abbiamo fatto noi con i referendum, dall'altra informando i cittadini di quello che avviene nel palazzo, perché l'unico giudice nei confronti della politica è il cittadini. Il cittadino non è fesso, ma non sa perché c'è un informazione malata. Ecco perché noi dell'Italia dei Valori non siamo rientrati nella Commissione di Vigilanza. Il problema è tutto li: la Commissione di Vigilanza, che vogliono adesso, la vogliono subito subito, presto presto, perché si sono già accordati per la spartizione del Consiglio di Amministrazione della Rai, quell'organismo che poi decide chi deve dire le cose agli italiani, come deve dirlo, quando deve dirlo e cosa deve dire. In realtà è un organo importantissimo, dipende da come lo usi. Appunto, è come il bisturi che serve per ammazzare la moglie o per salvare una vita. Noi diciamo che ci devono andare persone al di fuori di rapporti di parte, basta politici trombati, basta riciclati, basta persone di parte. Stamattina ho letto sui giornali che l'Italia dei Valori vuole un posto in Rai per sé: ma chi lo ha detto? Non saprei proprio chi metterci per me, e non avrebbe senso ne logica. Noi vogliamo una Rai dove al Consiglio di Amministrazione ci siano professionisti che di mestiere fanno informazione, che non dipendano dai partiti, ma che controllino i partiti. Noi vogliamo che i controllati non possano nominare i propri controllori, che se li nominano per dire che hanno ragione loro. Questa è l'anomalia del nostro Paese. E' chiaro che poi, se la Rai viene governata dai partiti, la Rai dei partiti dirà che i partiti della Rai sono i più bravi, gli unici che capiscono e gli unici che fanno le cose per bene. Il cittadino viene quindi truffato, cosi come quando viene chiamato a votare, perché con questa legge elettorale che non permette loro di scegliere il proprio dipendente, come dicono gli amici di Beppe Grillo, ci rendiamo conto che in Parlamento ci sono persone che vengono indicate da quattro-cinque Boss, e come tali devono soltanto rispondere perché altrimenti avranno la morte politica, e siccome vogliono vivere e campare si arrangiano sistemandosi.
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Ecco perché dico che in un Paese civile e democratico, le manifestazioni come queste, o come Piazza Navona, dovrebbero essere uno stimolo per chi è al potere di riflettere e migliorarsi, non di denigrare.
Lo dico perché voglio lanciare un appello al Presidente della Repubblica. Signor Presidente,
lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona?
Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince?
Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi?
Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no?
Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato?
di pietro parla
Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla?
Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no?
Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.
Noi ribadiamo che c'è necessità di una nuova legge elettorale che ridia in mano ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri dipendenti. Vogliamo una legge che risolva il conflitto d'interessi. Vogliamo al più presto una legge che preveda la non candidabilità delle persone condannate, una legge che preveda l'impossibilità di assumere incarichi di governo, locale e centrale, di persone rinviate a giudizio. Vogliamo una legge che non preveda più la possibilità a quelle imprese, di cui imprenditori sono stati condannati, di partecipare a gare e ad appalti della pubblica amministrazione. Si deve sapere che quando c'è un Romeo preso con le mani nel sacco una prima volta, non ci può essere una seconda volta, e per non esserci c'è bisogno di stabilire delle regole.
Tutto queste cose noi chiediamo alle istituzioni, e per queste cose ci appelliamo a lei signor Capo dello Stato, lo faccia un discorso coraggioso, dica che devono andare fuori dal tempio i mercanti, dica che devono andare fuori dal Parlamento i condannati, lo dica e noi l'approveremo e troverà striscioni diversi. Non si lamenti se poi qualcuno vede nel silenzio un accondiscendenza. E' tempo di far sentire sempre di più la propria voce, nel Parlamento e nelle istituzioni, dove possiamo. Ma sa, là ci considerano eversori perché vogliamo che la legge funzioni. Si sono invertiti i termini del gioco.
Vogliamo essere sempre più presenti, nelle piazze e nelle città, da Piazza Navona a Piazza Farnese, di piazza in piazza, questa primavera, subito dopo che saranno finite le scaramucce elettorali (perché non vogliamo essere accusati che lo facciamo per fini elettorali) metteremo in piedi un altro grappolo di referendum, perché vogliamo contribuire attraverso i referendum il risveglio della coscienza civica dei cittadini, di non lasciarli nell'oblio delle veline, che come nuovo olio di ricino addormentano le coscienze.
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Noi cominceremo quindi subito e a quegli amici, agli amici di Ponzio Pilato, quando ci diranno che non raggiungeremo il quorum, diremo: “Zitto ragazzo, zitto che siamo in mezzo al mare, è inutile che dici che non raggiungiamo la riva. Nuota in questo mare e cerca di portare l'Italia in una democrazia migliore”." (discorso del 28-01-09 di A. Di Pietro)
Ps: Esprimo ...la mia piena solidarieta' discorso del buon Tonino ...e non ho affatto paura !!
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lunedì, 26 gennaio 2009

“un accordo storico” ...CERTO: anche vendere l'anima al diavolo lo e' !!

 Dopo la cena ..arriva il conto !!
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Epifani non ha capito il cambiamento... di casacca dei suoi vicini !!
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I signori del governo "a tavola" con CISL e UIL e UGL , l’altro giorno hanno approvato il nuovo sistema di contrattazione sia nel pubblico che nel privato senza la firma della CGIL. (...dunque l'organizzazione piu' rappresentativa dei lavoratori italiani non ha firmato quell'accordo "capestro")
Quell’accordo l’hanno definito “un evento storico”... CERTO: anche vendere l'anima al diavolo lo e' !!
...epifani non firma
Udite, udite... su La Repubblica di domenica Eugenio Scalfari, uno dei pochi veri giornalisti rimasti sulla piazza, ha raccontato come sono andate veramente le cose, circa quell’accordo. Per brevità riassumo la prima parte del pezzo nel quale Scalfari dice che nella settimana in cui si votò sul federalismo fiscale il governo aveva convocato le parti sociali per discutere delle misure anticrisi.
La discussione dell’oggetto della riunione si esaurì in pochi minuti con un nulla di fatto ed Epifani presente a quell’incontro si alzò per andare via e vedendo che tutti gli altri rimanevano seduti chiese se vi fosse altro da discutere.
A quel punto Gianni Letta gli dice: "visto che siamo qui utilizziamo l’incontro per discutere la riforma contrattuale." A quel punto la Mercegaglia e Brunetta distribuiscono un documento sulla contrattazione nel privato e nel pubblico. Allora Epifani chiede ai convenuti 24ore di tempo per l’esame dei due testi, preliminare alla discussione che ne sarebbe seguita. Silenzio assoluto fra i presenti. Visto che nessuno parlava aggiunge: ”debbo dedurre che i testi non sono emendabili?" Ancora silenzio. A questo punto Epifani ha preso la via dell’uscio senza che alcuno lo trattenesse.
Termina il racconto Scalfari “ Mi spiace di non aver letto questo racconto sui giornali di ieri, eppure esso fa parte integrante dello “storico” incontro sulla riforma dei contratti ed è diciamolo abbastanza stupefacente” !! (nb:… Invito a leggere tutto l’articolo è molto illuminante.)
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Questo accordo prevede una piattaforma al ribasso dei contratti nazionali, da recuperare nei contratti di secondo livello. Peccato che il 95% delle imprese italiane sono di piccolissime dimensioni per le quali non è previsto il contratto di secondo livello. Per le rimanenti imprese, poiché siamo in recessione, nel contratto di secondo livello non ci sarà trippa per gatti.
Concludendo molto verosimilmente questa crisi, per firma "accordata" di ...CISL(Bonanni) UIL(Angeletti) UGL(Polverini) + Mercegaglia Sacconi e Brunetta, la dovranno "contrattualmente" pagare solo i lavoratori e le loro famiglie.  
E' così che stanno le cose? Lo domando alla signora Marcegaglia e a Bonanni e Angeletti. Sarò lieto di essere smentito sulla base di fatti provati, ma se così è, a me sembra scandaloso.
FINALMENTE LA DOMANDA RETORICA CHE SPESSO RISUONA IN ITALIA... "CHI sono loro i veri responsabili dell’impoverimento di milioni di lavoratori e delle loro famiglie" ...da ora in avanti ..oltre alla scala mobile trova un'altra motivazione concreta ...nell'ultima bravata sottoscritta da quei "bravi ragazzi"!! 
Viene dunque da pensare seriamente che se in Italia ...abbiamo i salari più bassi di tutta la comunità europea, la colpa risieda nel fatto che alcuni sindacati che da sempre si dichiarano resposabili di difendere i lavoratori ...nei fatti perseguono ben altri interessi. ...oneri e onori cari signori !!
La "democraticissima" restituzione delle delege sindacali di massa e il referendum tra i lavoratori... solo così si potranno neutralizzare, quelli che spesso ...fanno più male loro ai lavoratori che i padroni stessi.
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APPROPOSITO DI CAMBIO CASACCHE... Quelli del PD in gran parte sono rimasti tutti zitti ...tranne Enrico Letta che ha commentato la cosa dicendo che Epifani non ha capito il cambiamento. ...ohh Letta ma va fan cu looooooooooooooooooooooooooooooo !!
...e poi (come solito in netto ritardo) ha parlato anche la sibilla Veltroni: "E' giusto che si vada verso una nuova stagione di contrattazione, ma l'accordo va fatto assieme alla Cgil e mi auguro che sia possibile lavorare ancora in questa direzione". Cosi' il segretario del Pd, Walter Veltroni, chiarisce la posizione del suo partito in merito all'accordo siglato tra governo e parti sociali sulla contrattazione di secondo livello non sottoscritto dalla Cgil. Veltroni invita il governo "a fare un passo ulteriore verso le richieste della Cgil. Questa e' la posizione del Pd". Dopodiche' se ci sono idee diverse, non c'e' nulla di strano, "e' naturale in tutte le forze politiche non monocratiche che ci siano posizioni diverse, e' una cosa fisiologica"
BHE...ahhh Walter sei rimasto anche senza mutande ...e non ci trovi nulla di strano figuriamoci !!
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Ps: L’accordo che massacra i CCNL lo hanno definito “un evento storico” ...sarà così, ma non per i motivi che pensano loro. Mi auguro che quell’accordo faccia scendere in piazza milioni di lavoratori talmente incazzati da farli scappare dall’Italia a gambe levate e che passi alla storia per tale motivo.
Spero che quell’accordo faccia finalmente aprire gli occhi a quanti ancora oggi non hanno capito chi sono veramente coloro che dichiarano di tutelare i loro interessi. (da una mail di Massimo V.)
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Pensierino informato:
"so' solo che siamo uno splendido gruppo
so' solo che noi blogger, siamo i migliori
so' solo che prendiamo schiaffi tutti i giorni
so' solo che ci sputano in faccia
so' solo che vorremo fare di piu'
so' solo anche che già molto facciamo
so' solo che abbiamo preso una strada in salita
so' solo che gli altri pensano di andare in discesa e stanno precipitando
so' solo che io mi sento a posto con la mia anima...
...loro credo che ancora si chiedano l'anima cose' mai?"
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lunedì, 26 gennaio 2009

Non voltiamoci dall'altra parte: tutti in piazza per De Magistris, Apicella e la Forleo

 Non lasciamoli soli...

Mercoledì 28 gennaio a Roma, dalle ore 9 in piazza Farnese

Beppe grillo ..in piazza

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, sarà a Roma il 28 gennaio 2009 in piazza Farnese alle ore 9 per testimoniare contro la distruzione della Giustizia alla manifestazione indetta dall'Associazione dei familiari Non lasciamoli soli ...Per Apicelladelle vittime di mafia. Io ci sarò. Paolo Borsellino fu ucciso con il tritolo. De Magistris, Apicella e la Forleo sono stati sospesi o trasferiti. Il risultato è lo stesso: la giustizia muore. I sepolcri imbiancati della ex sinistra stanno a guardare la fine della democrazia, i piduisti insieme alla Lega stanno finendo il lavoro. I piduisti hanno occupato i media, questa è la loro forza. Con Vulpio, Gomez o Travaglio alla direzione di un telegiornale non durerebbero due giorni. I palestinesi protestano in Piazza del Duomo per i massacri di Gaza? Si vietano le manifestazioni di fronte allle chiese e ai supermercati agli italiani. Una ragazza si apparta in macchina in campagna con il suo fidanzato ed è stuprata? Ci vogliono 30.000 militari in più nelle città per controllare gli italiani. E' un pre-colpo di Stato. Si stanno preparando al crack economico che li travolgerà. Gli altri Paesi affrontano la crisi con misure economiche, noi con misure militari. Il ministro della crisi sarà La Russa, non Tremonti.
Mercoledì 28 gennaio abbiamo l'occasione per dare il nostro sostegno alla Giustizia a Roma, dalle ore 9 in piazza Farnese. Io ci sarò.  Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Non voltiamoci dall'altra parte. Belin, non lasciatemi solo con i celerini. (di Beppe Grillo)
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"Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio. Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del '93 e su accordi occulti. Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli. paolo borsellinoIo l'anno scorso sono stato a Catanzaro, quando l'attacco dei poteri forti era rivolto principalmente contro Luigi De Magistris, per espropriargli le inchieste "Why Not", "Poseidon", "Toghe Lucane" che poi, in effetti, gli sono state sottratte.Allora dissi che mi recavo a Catanzaro, insieme a tanti altri giovani, come a Forte Alamo perché era per me l'ultimo baluardo della difesa della magistratura. Purtroppo, da allora sono successe tante altre cose. Purtroppo questo attacco alla magistratura è andato avanti senza sosta e adesso siamo arrivati addirittura all'eliminazione di un'intera procura.
Adesso siamo arrivati addirittura all'intimidazione di una procura che, legittimamente, indagava su un'altra procura. E quando questa procura legittimamente indagata si è rivoltata, il CSM purtroppo non ha saputo fare di meglio che mandare tutti a casa, senza entrare nel merito di quello che era successo. E addirittura facendo quello che mai era successo nella storia della Repubblica: sospendere dalle funzioni e dallo stipendio un procuratore capo che non aveva fatto nient'altro che il suo dovere. Questa è la maniera con cui oggi vengono uccisi i giudici.
Una volta i giudici come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone... quel Paolo Borsellino che a sua volta era stato indagato dal CSM che però non aveva avuto il coraggio, di fronte alla reazione pubblica, di portare avanti questo assassinio. Oggi purtroppo questa reazione dell'opinione pubblica sembra non esserci più, di conseguenza i poteri forti credono di poter fare quello che vogliono e hanno, obbedendo al diktat del ministro Alfano, fatto un'azione ignobile: uccidere un magistrato come Apicella, come avevano fatto con De Magistris, con Clementina Forleo. L'hanno ucciso senza bisogno di tritolo, con le carte bollate.
Ieri c'è stata una cosa che mi ha riempito di commozione, una lettera bellissima di Gabriella Nuzzi la quale si è dimessa dall'Associazione Nazionale Magistrati, dicendo che lei può obbedire solo alla propria coscienza, alla Costituzione e continuerà a farlo nonostante le sia stata strappata la funzione di Pubblico Ministero. E' accanto a questi giudici che noi dobbiamo stare, per questi giudici che dobbiamo scendere in piazza.
Io il 28 gennaio 2009 sarò a Roma insieme all'Associazione dei familiari delle vittime di mafia, insieme spero a tanta gente che vorrà, in questa maniera, resistere a questo regime che si sta instaurando in Italia.
Dobbiamo stare vicini ai magistrati che rappresentano l'ultimo baluardo della democrazia in Italia.
Dobbiamo impedire che altri magistrati vengano uccisi.
Io spero che ci siano tanti altri magistrati che seguano l'esempio di Gabriella Nuzzi. Io sarò vicino a questi magistrati, io sarò vicino a loro perché è così che ritengo di poter stare vicino a Paolo Borsellino e onorare la sua memoria. Spero che tanti, tanti, tanti altri lo facciano. Grazie." (di Salvatore Borsellino)
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"Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza. sonia alfanoIo so che il presidente del Senato, Schifani, è stato consulente al comune di Villabate quando lo stesso comune era sotto il controllo del clan Mandalà, e che dello stesso boss Mandalà Schifani è stato socio nella Siculabrokers. Io so che il ministro Alfano si è baciato con il boss Crocenapoli al matrimonio della figlia dello stesso boss di Cosa Nostra. Io so che Marcello Dell'Ultri, pregiudicato per vari reati, è stato condannato in primo grado per mafia e lo stesso Dell'Utri ha detto che Vittorio Mangano, stalliere di Arcore e mafioso, per lui è un eroe.
Io so che ci sono molti magistrati corrotti, mafiosi e amici di mafiosi che vanno a pranzo e a cena con i boss e con i cognati dei boss, eppure loro non sono stati puniti, ma premiati e promossi.
Io so che l'Articolo 3 dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. So, invece, che quattro cariche dello Stato hanno fatto di tutto per non farsi processare e sono al di sopra della legge.
Io so che l'articolo 21 dice che tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
So purtroppo che questo non è stato mai rispettato, so che non abbiamo una stampa libera e che tantissimi giornalisti sanno, fanno finta di non sapere, chiudono gli occhi e sono asserviti al sistema di potere.
Io so che l'articolo 101 della nostra Costituzione dice che la giustizia è amministrata in nome del popolo e che i giudici sono soggetti soltanto alla legge e non all'abuso della legge o al potere politico.
Io so che Luigi De Magistris, Clementina Forleo, il procuratore Apicella sono stati trasferiti perché hanno osato indagare sui poteri forti, sui politici, sugli imprenditori e gli amici dei politici.
Io pensavo di aver dato a questo Paese ciò che di più grande possedevo, la mia famiglia, e invece mi rendo conto che è stato un sacrificio probabilmente vanificato anche se fatto in difesa di uno Stato di diritto. Ed è stato vanificato con l'instaurazione di questo regime dittatoriale.
Quando guardo il tricolore provo grande rabbia perché identifico il rosso che lo tinge col rosso del sangue dei nostri cari.
Ecco perché per me scendere in piazza oltre che un diritto è un dovere, nei confronti di chi per la nostra democrazia ha perso la vita. Se non mostreremo tutta la nostra indignazione questo regime, in assenza di reazione, si sentirà autorizzato a calpestare la nostra dignità.
Ecco perché invito tutti i cittadini che vogliono manifestare con noi a scendere in piazza, a Roma il 28 gennaio alle 9 in piazza Farnese."
(di Sonia Alfano)
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domenica, 25 gennaio 2009

E' una cronaca diversa, da quella che avete letto su altri media

 Ha ragione Santoro

"La guerra dei bambini" in tv e' un salutare pugno nello stomaco !!

annozero diretta

Dico la mia sulla puntata di Annozero intitolata “La Guerra dei bambini”, che tante polemiche ha suscitato nei confronti del conduttore Michele Santoro. Non esco dal seminato, perché in studio o in collegamento con Santoro c'erano diversi “nuovi italiani”, immigrati palestinesi ma anche giovani israeliani che vivono nel nostro paese. E poi perché la sfida della convivenza fra religioni diverse è una delle più complesse che si pongono in tutti i paesi di immigrazione, Italia compresa, e quella guerra è un letale controspot alla convivenza.

Intanto, sono convinto che molti giornalisti che hanno scritto di quella puntata, non l'abbiano vista attentamente. Non c'è da stupirsi che questo accada. Annozero va in onda in diretta, e alla nove di sera i giornalisti dei quotidiani sono impegnati nella chiusura della prima edizione, difficile che abbiano due ore di tempo da dedicare tutte a Santoro, a meno che non vi siano state polemiche politiche preventive, che suscitano una particolare attesa proprio per quella puntata. Così, a informarli sono per lo più le agenzie di stampa, che nei loro servizi riportano le battute più salienti dei personaggi intervenuti. Credo, soltanto per fare un esempio fra i tanti possibili, che potrebbe non aver visto Annozero Giovanni Valentini, saggista e commentatore di cose televisive, autore su Repubblica di un fondo, dal titolo “La parabola del tribuno tv”, che a me è parso squilibrato ed esageratamente livoroso nei confronti di Santoro: se l'avesse seguita con attenzione, avrebbe certamente montato il suo ragionamento in modo diverso. Visionando la cassetta della trasmissione o
  la registrazione su Internet della stessa, vi sarebbe la possibilità di dare il giorno successivo un giudizio più pertinente e obiettivo. Ma per pigrizia si tralascia quest'incombenza. Anche perché decidere di fare un passo indietro sarebbe comunque imbarazzante.

Giovedì 15 gennaio ero libero, e ho potuto vedere a casa mia, dall'inizio alla fine, la puntata sulla guerra di Gaza. Quasi nessuno ha colto che il vero valore aggiunto della trasmissione stava in uno straordinario reportage iniziale che mostrava i cadaveri dei bambini uccisi dalle bombe, e il trasporto in barella dei corpicini dilaniati ma rimasti ancora in vita. Filmati e interviste da lasciare senza respiro, realizzati da un giornalista arabo che, ha spiegato Santoro, collabora anche con l'agenzia Ansa. Mi è rimasto impresso il racconto di un ragazzo rimasto senza famiglia e gli occhi sbarrati di una bambina sdraiata per terra. Parlava a monosillabi, con una grande garza in testa, a coprire la ferita profonda causata da una scheggia. Sembrava il servizio di un grande network internazionale, la Bbc, o anche la Cbs, qualcosa insomma assolutamente fuori dagli schemi ai quali la Rai ci ha purtroppo abituato.

cittadino di gaza

Un salutare pugno nello stomaco, perché una cosa è leggere frettolosamente un titolo di giornale che ti comunica, mentre bevi il caffé, che 450 bambini sono stati uccisi dagli attacchi in pochi giorni, un'altra è vederli, questi bambini. La spessa corteccia di indolenza e cinismo che tutto ci fa accettare, perché in fondo non succede a noi, o addirittura perché “mors tua vita mea” (pensiamo solo alla richiesta effettuata a Gheddafi di non farci arrivare più barconi di migranti: decida lui se decimarli a fucilate, torturarli, o farli morire di sete nel deserto) all'improvviso si squarcia, perché si mette in atto un processo di immedesimazione: quel bambino che vedi, e se è ancora in vita senti, potrebbe essere tuo figlio. Non è forse l'immedesimazione che crea la solidarietà, vera anima di ogni società democratica? Non è, per chi ci crede, il “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” uno dei principi fondanti del cristianesimo, che quando ci fa comodo siamo orgogliosi di sbandierare come nostra religione? E non è il documentare senza paura, l'essere testimoni diretti, sul campo, il vero, profondo valore del giornalismo?

Di quel reportage che valeva, da solo, l'intera trasmissione, si sono dette cose pazzesche. Che “strumentalizzava le emozioni” e che trasformava “il dramma in drammaturgia”. Ma andiamo avanti. Finito il filmato, si apre il dibattito. Ci sono in studio, oltre a Santoro e a Marco Travaglio, Lucia Annunziata, una scrittrice israeliana, un esperto di guerra, una giornalista palestinese che da molti anni vive in Italia, un giornalista di Al Jazira. Un parterre, come si vede, composito e sufficientemente equilibrato. Proprio all'Annunziata viene data per prima la parola. E ha il tempo di dire tutto quello che pensa: un contributo così lungo che a un certo punto sente quasi il bisogno di scusarsi (“sto per finire”). Dura per l'esattezza 5 minuti e 30 secondi, un'eternità per la televisione, e sarà il primo di ben tre interventi. Osserva tra l'altro, la giornalista ex-presidente della Rai, che «è molto difficile parlare come terzi, mi scuso se dipano l'emozione dalla razionalità, Israele dimostra di non saper far bene la guerra, non ci possiamo dividere dicendo chi ha torto e chi ha ragione...»

palestina free

Il confronto si apre agli altri interlocutori, e poi si allarga a giovani palestinesi che vivono in Italia, attraverso un collegamento esterno con Corrado Formigli, ma ci sono anche giovani ebrei in studio, a cominciare da Tobia Zevi. Margherita Granbassi introduce una ragazza israeliana, che entra in vivace polemica con una palestinese. A questo punto Lucia Annunziata interviene per la seconda volta, per tre minuti: «Michele non sono d'accordo  su come stai conducendo il dibattito, non si possono far parlare così due ragazze» e sostiene che dalla trasmissione dovrebbe venir fuori «un punto di vista italiano».

Un punto di vista italiano? Non hanno diritto a dire la loro dei giovani che vivono le loro reciproche cause, israeliana e palestinese, non per sentito dire, ma come stimmate su cui è impressa tutta la loro esistenza? E perché mai? E il punto di vista italiano, non viene forse arricchito da “nuovi italiani” come quei giovani? L'obiettivo di quella trasmissione non era fare la storia della questione palestinese a partire dal 1948, e la Annunziata aveva comunque avuto ampio spazio per esprimere il suo pensiero, attaccando, giustamente, i terroristi di Hamas e il loro rifiuto di riconoscere lo Stato di Israele. C'erano, è vero, più ragazzi palestinesi che ebrei. Ma a nessuno è stata tolta la parola. La proposta più bella e innovativa è venuta fra l'altro da una ragazza religiosamente meticcia, se così possiamo dire, in quanto figlia di padre palestinese e madre ebrea: ha proposto uno scambio di famiglie, per un'estate, fra ragazzi delle due diverse religioni.

Ma il bello deve ancora venire. Lucia Annunziata interviene per la terza volta: «Michele ti disturbo...Non mi piace come hai condotto finora la trasmissione al 99,9 per cento». Dunque, non salvava niente. Ma come può, ragiono io, un collega contestare professionalmente un altro, in diretta, davanti a milioni di persone? Un atteggiamento eticamente e deontologicamente sbagliato. Se voleva, glielo diceva dopo, a riflettori spenti. E se la ferita era così grave da non sanarsi, a mente fredda poteva chiedere a Giulio Anselmi, il direttore de “La Stampa” di cui Lucia è editorialista, di poter scrivere una riflessione sul tema. 

Il conduttore ha fatto male a perdere le staffe. Ma attenzione, rivediamo la sua frase-chiave, quella che ha causato il plateale abbandono del posto da parte di Lucia Annunziata. «Sei venuta a fare l'ospite? E allora dì quello che pensi. Stai acquisendo dei meriti nei confronti di qualcuno? No, e allora fai il tuo lavoro e dì quello che vuoi». I giornali hanno riportato questa domanda, con successiva negazione e invito a parlare, come una gravissima offesa senza punti interrogativi, e non hanno tenuto conto di quella professionale che Santoro aveva ricevuto. Se l'avessi subita io, incassare mi sarebbe stato difficile, lo confesso. Il conduttore, in realtà, è uscito fuori dai gangheri soprattutto dopo che l'Annunziata se n'è andata, e ha commesso degli errori, mettendosi contro tutti.

cose da dire

E' una cronaca diversa, cari amici, da quella che avete letto su altri media e che ha fornito assist per interventi pro-Annunziata all'universo mondo, dall'ambasciatore israeliano a Pippo Baudo. Magari anche io, per dare il succo, avrò forzato alcuni passaggi. Ma la democrazia di Internet sta nel fatto che
potete rivedervi la trasmissione e giudicare con la vostra testa.

Un'ultima cosa. Quello stesso giovedì 15 gennaio, all'ora di pranzo, ero in macchina e sentivo alla radio, sul secondo programma Rai, Barbara Palombelli che aveva in studio due esperti, il professor Israeli e un altro. Entrambi di parte israeliana, senza contraddittorio. Uno dei due diceva che i bambini muoiono unicamente perché Hamas li usa come scudi umani, a protezione dei terroristi. Questa trasmissione, però, non ha fatto scandalo. (di Corrado Giustiniani)

un popolo ..coerente

Per chiudere cito Travaglio... "Per curiosità, è normale che il presidente della Camera stabilisca i “limiti della decenza” di un programma tv e scriva al presidente della Rai invocando pene esemplari? E’ normale che un governo straniero giudichi la “professionalità” di un giornalista italiano? E’ normale che il consigliere Rai Rognoni intimi al giornalista di “non interloquire col presidente della Camera” anziché invitare il presidente della Camera a non insultare i giornalisti? E’ normale che il presidente Rai accusi un programma su una guerra in corso di “alimentare animosità e contrapposizioni” (come se a Gaza si sparasse perché Annozero eccita gli animi)? E’ normale che una giornalista invitata a dire ciò che pensa utilizzi il suo spazio per insegnare al conduttore come deve condurre la sua trasmissione, chi deve invitare e non invitare, e per spiegare agli altri ospiti cosa devono dire per “orientare il pensiero della gente”? E’ normale che giornali e politici prendano per buoni i deliri di questa signora sul programma “schierato al 99,9% con i palestinesi”,mentre lei stessa, più la scrittrice israeliana Manuela Dviri, più l’esperto Andrea Nativi, più tre giovani ospiti, più il sottoscritto han potuto liberamente rammentare le ragioni di Israele, e il conduttore ha rintuzzato le allucinanti dichiarazioni di palestinesi sulla Shoah? E’ normale che opinionisti e politici commentino il programma senz’averlo visto e senz’accorgersi che mancava in studio uno degl’invitati principali, il presidente degli ebrei romani Riccardo Pacifici che aveva dato forfait un’ora prima del programma? Così, tanto per sapere." (articolo Anno Sottozero di Marco Travaglio)

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domenica, 25 gennaio 2009

Quando il dolore di uno è il dolore di tutti...

 Englaro, la rivoluzione di un padre
.
Cosi' il diritto di uno ...diviene il diritto di tutti
englaro
BEPPINO Englaro, il papà di Eluana, sta dando forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Ciò credo debba essere evidente anche per chi non accetta di voler sospendere uno stato vegetativo permanente e ritiene che ogni forma di vita, anche la più inerte, debba essere tutelata.
Mi sono chiesto perché Beppino Englaro, come qualcuno del resto gli aveva suggerito, non avesse ritenuto opportuno risolvere tutto "all'italiana". Molti negli ospedali sussurrano: "Perché farne una battaglia simbolica? La portava in Olanda e tutto si risolveva". Altri ancora consigliavano il solito metodo silenzioso, due carte da cento euro a un'infermiera esperta e tutto si risolveva subito e in silenzio.
Come nel film "Le invasioni barbariche", dove un professore canadese ormai malato terminale e in preda a feroci dolori si raccoglie con amici e familiari in una casa su un lago e grazie al sostegno economico del figlio e a una brava infermiera pratica clandestinamente l'eutanasia.
“Oramai non si emigra dall'Italia solo per trovare lavoro, ma anche per nascere e per morire.” Mi chiedo perché e con quale spirito accetta tutto questo clamore. Perché non prende esempio da chi silenziosamente emigra alla ricerca della felicità, sempre che le proprie finanze glielo permettano. Alla ricerca di tecniche di fecondazione in Italia proibite o alla ricerca di una fine dignitosa. Con l'amara consapevolezza che oramai non si emigra dall'Italia solo per trovare lavoro, ma anche per nascere e per morire.
Nella vicenda Englaro ritornano sotto veste nuova quelle formule lontane e polverose che ci ripetevano all'università durante le lezioni di filosofia. Il principio kantiano: "Agisci in modo che tu possa volere che la massima delle tue azioni divenga universale" si fa carne e sudore. E forse solo in questa circostanza riesci a spiegarti la storia di Socrate e capisci solo ora dopo averla ascoltata migliaia di volte perché ha bevuto la cicuta e non è scappato. Tutto questo ritorna attuale e risulta evidente che quel voler restare, quella via di fuga ignorata, anzi aborrita è molto più di una campagna a favore di una singola morte dignitosa, è una battaglia in difesa della vita di tutti.
E per questo Beppino, nonostante il suo dramma privato, ha dovuto subire l'accusa di essere un padre che vuole togliere acqua e cibo alla propria figlia, contro coloro che dileggiano la Suprema Corte e contro chi minaccia sanzioni e ritorsioni per le Regioni che accettino di accogliere la sua causa, nel pieno rispetto di una sentenza della Corte di cassazione.
“La lotta quotidiana di Beppino Englaro non è solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto” L'unica risposta che ho trovato a questa domanda, la più plausibile, è che la lotta quotidiana di Beppino Englaro non sia solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto, perché è chiaro che la vita del Diritto è diritto alla vita. Beppino Englaro con la sua battaglia sta aprendo una nuova strada, sta dimostrando che in Italia si può e si deve restare utilizzando gli strumenti che la democrazia mette a disposizione.
In Italia non esiste nulla di più rivoluzionario della certezza del Diritto. E mi viene in mente che tutelare la certezza dei diritti, la certezza dei crediti, costituirebbe la stangata definitiva all'economia criminale. Se fosse possibile, nella mia terra, rivolgersi a un tribunale per veder riconosciuto, in un tempo congruo, la fondatezza del proprio diritto, non si avvertirebbe certo il bisogno di ricorrere a soluzioni altre. Beppino questo sta dimostrando al Paese. Non sarebbe necessario ricorrere al potere di dissuasione delle organizzazioni criminali, che al Sud hanno il monopolio, illegale, nel fruttuoso business del recupero crediti.
E a lui il merito di aver insegnato a questo Paese che è ancora possibile rivolgersi alle istituzioni e alla magistratura per vedere affermati i propri diritti in un momento di profonda e tangibile sfiducia. E nonostante tutte le traversie burocratiche, è lì a dimostrare che nel diritto deve esistere la possibilità di trovare una soluzione.
Per una volta in Italia la coscienza e il diritto non emigrano. Per una volta non si va via per ottenere qualcosa, o soltanto per chiederla. Per una volta non si cerca altrove di essere ascoltati, qualsiasi cittadino italiano, comunque la pensi non può non considerare Beppino Englaro un uomo che sta restituendo al nostro Paese quella dignità che spesso noi stessi gli togliamo.
“Immagino che Beppino Englaro, guardando la sua Eluana, sappia che il dolore di sua figlia è il dolore di ogni singolo individuo che lotta per l'affermazione dei propri diritti.” Se avesse agito in silenzio, trovando scorciatoie a lui sarebbe rimasto forse solo il suo dolore. Rivolgendosi al diritto, combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, chiedendo che la sentenza della Suprema Corte sia rispettata, ha fatto sì, invece, che il dolore per una figlia in coma da 17 anni, smettesse di essere un dolore privato e diventasse anche il mio, il nostro, dolore.
Ha fatto riscoprire una delle meraviglie dimenticate del principio democratico, l'empatia.
Quando il dolore di uno è il dolore di tutti. E così il diritto di uno diviene il diritto di tutti. (di Roberto Saviano)
.
"Agisci in modo che tu possa volere che la massima delle tue azioni divenga universale"
.
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sabato, 24 gennaio 2009

caterina un taxi chiamato amore...

 Adottiamo "Milano 25"

Caterina Bellandi, 43 anni, che guida il taxi per amore...

"Per me è una missione. Il taxi avrebbe dovuto essere di mio marito che è morto a 39 anni per un cancro. In questo modo la tragedia si trasforma in gioia e questo rende allegre le persone che incontro in taxi, anche quelle malate" (Caterina alias Mi25)

Su una come Caterina uno come Frank Capra ci avrebbe magari fatto un film, con una storia di quelle che raccontano che la vita è meravigliosa. Sembrerebbe un’avventura fantastica, la sua invece è semplicemente la storia di una piccola rivoluzione privata capace di trasformare una normalissima donna borghese, in una formidabile dispensatrice di sogni e sorrisi.

caterina mi25

Caterina Bellandi, anno 1965, e' una fantastica signora di Firenze che è diventata la fata turchina dei bimbi malati. La sua auto colorata il taxi “Milano25”, i suoi peluche, il suo cappello da cartone animato, sono la gioia dei bambini che ogni giorno accompagna gratuitamente in ospedale. Nel 2001 il marito, tassista noto in citta' col nome di “Milano25”, muore per un tumore ai polmoni, lasciandole il taxi. Poi nel 2004 Caterina, dopo l'incontro con la piccola Costanza, entra a far parte di una fondazione per i bambini malati di tumore. Li ha inizio la sua quotidiana opera a favore dei meno fortunati semplice ma grandiosa: trasforma all'uopo il taxi riempiendolo di colori, adesivi, fiori, arcobaleni, mongolfiere e paesaggi fantastici a colorare la carrozzeria e dentro pupazzi di peluche, caramelle e trombettine  regala a anziani e familiari di bambini malati trasporti gratuiti da e per l'ospedale Meyer di Firenze, tutti loro sono i benvenuti gratuitamente sul Taxi Milano25.

Costanza... "Si sa, nella vita i grandi cambiamenti avvengono a tappe. Una, fondamentale, capitò quando sul taxi di Caterina salì la famiglia di Paolo e Barbara Bacciotti. Con loro c’era la piccola Costanza. "Al solito - racconta Caterina - cominciai a chiacchierare. “Perché non fate un fratellino?“, chiesi. E Costanza: “Ce l’ho già, ma è in cielo”". Un colpo al cuore. Il dolore raccontato con la tenerezza di un bimbo, ma lo stesso che lei aveva conosciuto durante l’agonia di Stefano. Il dolore che cambia le cose. Da quel giorno decise semplicemente di diventare più utile. La strada per la sua serenità. Iniziò così a fare piccoli grandi gesti. Come quello di non far pagare la corsa ai genitori che portavano i figli malati al Meyer, l’ospedale pediatrico di Firenze ("Avete presente cosa sono due genitori ai quali i medici hanno appena detto: suo figlio ha un tumore? La loro vita in un attimo diventa un’altra cosa"). E siccome le piccole grandi cose per essere conosciute non hanno bisogno di molto, oggi da tutt’Italia i genitori che portano i figli malati al Meyer dalla stazione chiamano lei: 'Milano 25'. E Caterina ogni volta corre, stregando subito i bambini e diventando la loro amica inseparabile. In quale modo? Semplice: facendoli sognare e mantenendo loro le promesse che fa.
Con la sua auto oramai completamente tappezzata di disegni, è arrivata fino a Londra perché Luca, al quale per un tumore avevano amputato una gamba, voleva fare con lei una corsa sul Tamigi. Amarildo, invece, poco prima che morisse, lo ha portato fino a Valona con i genitori perché lui voleva arrivare a casa con "quel taxi che sembrava uscito da un cartoon di Walt Disney". Come si fa ad arrivare in Albania senza l’assicurazione? ("L’avevo dimenticata a casa, sono una sbadata"). Semplice: si chiede aiuto alla gente. "Se vede che non te ne approfitti, la gente ti apre il cuore". Caterina, con i suoi mille braccialetti, i ninnoli al collo che fanno rumore ("così quando arrivo al Meyer i bambini sentono subito che sono lì") è una straordinaria apritrice di cuori. Il segreto - dice - glielo hanno insegnato i bambini di un orfanotrofio a Mosca, dove era arrivata (col suo taxi ovviamente) per seguire quell’altro angelo colorato che è Patch Adams, il medico inventore della clownterapia: "Appena entrata mi sono corsi incontro gettandomi le braccia al collo. Avevano capito che per ricevere amore devi dare amore". 
Dare amore per ricevere amore. Bella equazione, semplice, da usare in ogni occasione. Perché il mondo non è fatto solo di bambini malati e di sogni da realizzare con il pongo della fantasia.
Successe la notte di Capodanno, un po’ di tempo fa. Caterina era in servizio quando un marocchino ubriaco si avvicinò alla sua auto: "Scommetto che non mi fai salire neppure tu, puttana!". Poi si sbottonò i pantaloni e iniziò a pisciare sulla maniglia della portiera. Caterina non si scompose. Scese dal taxi e, mettendo la mano proprio sulla maniglia dove l’extracomunitario aveva compiuto il suo oltraggio, aprì la porta: "Prego, sali. Dove andiamo?". Non gli fece neppure pagare la corsa. Lui scese e la ringraziò: "L’ho semplicemente spiazzato con l’amore. Da allora tutta la comunità maghrebina mi rispetta. Perché l’ho fatto? Perché era l’unica strada che avevo per poter continuare a essere me stessa. Di notte, una con i miei cappelli e un taxi così, non puoi non dare nell’occhio. Sono stata costretta ad essere migliore".
Stupire con l’amore. Caterina lo fa attraverso l’Onlus che ha creato. Soprattutto, lo fa con i suoi mille bambini malati che la chiamano Zia Cat. Ultimamente per loro si è inventata una storia meravigliosa (come avrebbe cantato Modugno). Li disegna come fossero supereroi. Ma in maniera inconsueta: se un bambino ha un tumore a una gamba, il suo personaggio ha dei poteri straordinari proprio alla gamba malata, così da poter curare tutti gli altri bambini. Il dolore e la sofferenza come chiavi per diventare straordinari. "In fondo - dico loro - anche la 'zia' ha affrontato il dolore per diventare straordinaria". (estratto da un articolo di S. Cecchi)

milano 25

Il suo variopinto taxi, però, ha attirato anche l’attenzione dei vigili urbani che gli hanno notificato due multe da 158 euro, perche' la sua auto "in quelle condizioni non dovrebbe poter circolare". Per questa ragione e' stata multata Caterina, la tassista 'Milano 25', ormai un'istituzione a Firenze, che ha trasformato il suo taxi ''in un luogo d'amore'', come lei stessa lo definisce.

Le multe una mera ingiustizia che su internet non e' passata inosservata, tanto che si e' aperta una vera gara nazionale di solidarietà e sostegno nei suoi confronti, infatti il taxi “Milano 25” di Caterina Bellandi impazza su Facebook, dove sono nati ben due gruppi corredati di foto del taxi e di Caterina, uno chiamato 'A sostegno di zia Caterina Taxi Milano 25' e l'altro 'Evviva Milano 25, taxi di Caterina e dei bambini di Firenze' hanno già oltre 5 mila iscritti e la crescita continua.

Dice Zia Cat: "Perché, se Dio esiste, dovrebbe colpire con un tumore un piccino di 10 anni? Questa domanda me lo sono posta spesso, e la risposta migliore me l’ha data proprio una bambina: “Perché se no nell’aldilà ci sarebbero solo i nonni e le nonne”, mi ha detto. I bambini a volte spiazzano totalmente"...  gia' proprio come l’amore !!

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Chi sono

Utente: 1manifesto
Nome: 1manifesto Guevara
Vasto (CH) in Abruzzo... pigra e sonnolenta cittadina di mare di cui sono innamorato profondamente. Un paesone di 40mila abitanti dove sono nato e dove risiedo, e dove nulla sembra accadere, eppure troppo accade. Onesto cittadino della Repubblica Italiana e fedele sostenitore della esemplare Carta Costituzionale . Sono civicamente e socialmente, molto attivo e questo blog, rappresenta solo un semplice promemoria, dell'azione politica che svolgo e concretizzo nella mia normale quotidianita', di cittadino "non piu' suddito". Questo e' un blog antipoliticante, laico e resistente !!


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«"Il passato si riflette perennemente in due specchi: quello luminoso delle parole pronunciate e delle azioni compiute e quello scuro, colmo di tutte le cose che non abbiamo detto o fatto" » (D. G. Roberts)
 
 
«"Se ai vecchi compagni del PC nell'anni '60, vabbè che poi so' diventati DS eppoi PDS eppoi PD... , j'avessero detto che il 14 ottobre 2007 avrebbero speso sei miliardi - perchè scusa, tre milioni di votanti sono tre milioni di euro, che so' sempre sei miliardi - pe' sceglie da fa' governà er partito loro tra un comunista pentito e 'na democristiana cattolica e vergine, t'avrebbero riso 'n faccia e t'avrebbero detto de cambià spacciatore"» (Un abitante del Quadraro in Perle di saggezza)
 
 
«Prima vennero per i comunisti E io non alzai la voce Perché non ero un comunista. Poi vennero per i socialdemocratici E io non alzai la voce Perché non ero un socialdemocratico. Poi vennero per i sindacalisti E io non alzai la voce Perché non ero un sindacalista. Poi vennero per i ebrei E io non alzai la voce Perché non ero un ebreo. Poi vennero per me E allora non era rimasto nessuno Ad alzare la voce per me.» (Friedrich G. E. M. Niemoller)
 
 
«“L’affanculaggio è venuto dopo la laurea; l’affanculaggio coincide con la maturità intellettuale dell’individuo; l’affanculaggio è un momento bruttissimo. Prima sopporti tutto, non sai com’è, ti vai a ficcare nei posti più strani, lavori per sedici ore al giorno e pensi: il culo ti devi fare, ragazzo. Poi di colpo, non sai com’è, cominci a mandare affanculo a destra e sinistra.”» (Paolo Nori)
 
 
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