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...se esiste l'inferno !!
Ho visto cose che voi umani ...non dovreste neanche immaginare !! 
"Arrivano da tutte le parti, i barbari. E un po' questo ci confonde, perché non riusciamo a tenere in pugno l'unità della faccenda, un'immagine coerente dell'invasione nella sua globalità. Ci si mette a discutere delle grandi librerie, dei fast-food, dei reality show, della politica in televisione, dei ragazzini che non leggono, e di un sacco di cose del genere, ma quello che non riusciamo a fare è guardare dall'alto, e scorgere la figura che gli innumerevoli villaggi saccheggiati disegnano sulla superficie del mondo. Vediamo i saccheggi, ma non riusciamo a vedere l'invasione. E quindi a comprenderla."(di Ale Baricco,"I Barbari - Saggio sulla mutazione")

E' stato Il primo viaggio di Papa Ratzinger in America, l’ottavo in assoluto di un Pontefice negli Stati Uniti, ed e' durato sei giorni. Eccolo Benedetto XVI alla base dell’aeronautica militare di Andrews, in Maryland, il 15 aprile. ad attenderlo, sulla pista d’atterraggio, c'era l'amatissimo (dal Papa) George W. Bush, il quale lo ha "amorevolmente" (Bush amorevole!? sigh..) ospitato la mattina successiva alla Casa Bianca. Sei giorni tra Washington e New York all’insegna di “Cristo è la nostra speranza”.
...ma come tutti sanno: chi di speranza vive ..disperato defunge !! 
CORSOPOLI Abruzzo...
Lo Ial Abruzzo chiude: sedi smantellate e dipendenti licenziati. L’ente ingoiato da debiti e intrallazzi
C’era una volta lo Ial (Istituto addestramento lavoratori) dell’Abruzzo. Adesso non c’è più. L’ente di formazione della Cisl ha infatti “chiuso” per insolvenza. E’ stato risucchiato e ingoiato dai debiti e cancellato dagli intrallazzi che nel silenzio si sono consumati al suo interno. I dipendenti rimasti – 48 tra quelli a tempo indeterminato e i cosiddetti “atipici”, mentre altri erano già stati messi in prepensionamento – sono stati licenziati. Consumando l’ultimo atto di lunghe vicissitudini e di travaglio.
“Siamo stati convocati a tranche nei giorni scorsi – confermano alcuni lavoratori –, ci hanno versato gli arretrati e ci hanno annunciato la fine dello Ial. Ci hanno pagato stipendi, tredicesime e persino i buoni pasto. E ci hanno dato il benservito. Ma quelli di noi con contratto a progetto, la maggior parte, si sono già rivolti all’Ispettorato del lavoro per farsi riconoscere i contributi, perché i nostri “coproco”, prorogati all’infinito, erano diventati irregolari. Il sindacato, anche per dieci anni, ha continuato a tenerci nel precariato”.
FORMAZIONE COL BUCO GUARDA LA PUNTATA SULLO IAL-ABRUZZO a MI MANDA RAI TRE... (“Mi Manda Rai 3”: «non ci sono più soldi in cassa» ...Professori non pagati, corsi interrotti e rimborsi agli studenti che non arrivano. Decine di persone finiscono in mezzo al buco di bilancio dello Ial Cisl abruzzese).
C’era una volta lo Ial Abruzzo e Molise. Un unico ente per due realtà attigue. Era ricco, ricchissimo. Dal 2000 – momento in cui è iniziato lo sfascio – nelle sue casse è piovuta una marea di fondi pubblici arrivati dall’Unione europea, che gli sono stati assegnati dalle due Regioni e che sono svaniti. Finanziamenti comunitari… dissolti. Sono tanti i corsi “di orientamento e di assistenza all’inserimento lavorativo e di creazione d’impresa, o finalizzati a favorire l’accesso al mondo occupazionale dei giovani e delle categorie svantaggiate” tenuti negli ultimi sei-sette anni. Per ognuno di essi sono stati introitati, mediamente, 60-70 mila euro. Nonostante ciò ci sono circa 1.600 insegnanti che non sono stati pagati. Una miriade di allievi che hanno seguito i corsi reclamano i rimborsi: e per questo, dopo aver inutilmente protestato, hanno presentato esposti e alcuni di essi stanno anche pensando di unirsi per imbastire un’unica azione legale. Poi aspettano denaro i fornitori, il fisco e l’Inps. Secchiate di risorse sono state dissipate nell’omertà. E si è creato il passivo – accompagnato da bilanci fittizi e da sperperi – che ha portato lo Ial alla morte.
Nel frattempo lo Ial Abruzzo e Molise, scoppiato lo scandalo del disavanzo e degli sprechi, si è scisso. Quello dell’Abruzzo è stato messo in liquidazione e cancellato. “L’altro, invece, - spiegano rappresentanti sindacali - pur annaspando in grosse perdite, è stato salvato per volontà dei vertici Cisl”. Lo Ial nazionale, guidato da Graziano Trerè, riunito il comitato di indirizzo e di controllo, verificato lo stato finanziario dello Ial Abruzzo e Molise e ritenuto che il disavanzo fosse “ingiustificato”, ha deliberato la nomina del commissario straordinario Pietro Evangelista e ha spedito le carte negli uffici giudiziari, dove comunque erano già piovute raffiche di ricorsi. Il pasticcio era anche stato denunciato dalla stampa.
Il maxi buco nei conti – si parla da 15 a 35 milioni di euro, un balletto di cifre in cui inquirenti e investigatori stanno tentando di raccapezzarsi – è stato così portato all’attenzione della Procura di Pescara e della Finanza che, a seguire, ha effettuato blitz e perquisizioni nelle varie sedi Ial. Da quella regionale di Pescara, alle altre di Teramo e della provincia dell’Aquila. E sono partiti i primi avvisi di garanzia: gli inquisiti sarebbero almeno quattro, sospettati di aver dissipato un patrimonio in maniera anche truffaldina, ma l’elenco è destinato ad infoltirsi. In primo piano consuntivi fasulli, manipolati e costruiti ad arte, che hanno avuto l’ok dell’ex segretario regionale della Cisl, Gianni Tiburzi, di Avezzano (L’Aquila), in carica fino al 2005 e del consiglio di amministrazione che lo affiancava e spalleggiava. Anche Gaetano Pace, che è stato presidente dell’istituto, ha sempre dato il nulla osta a quegli atti, che approdavano successivamente in Regione. E poi ci sono stati Francesco Gizzi, di L’Aquila, ex amministratore delegato dell’istituto, e il suo successore, Bruno Colombini.
Nessuno, stando alla loro versione, si è accorto di quel che accadeva. Difficile crederlo. Ma il risultato sono somme impastate, alterate, inventate per nascondere emorragie di quattrini. E una gestione allegra dove in parecchi hanno infilato le mani. “La formazione è sinonimo di fiumi di denaro – evidenziano ancora i sindacalisti – e lo Ial era il pozzo dove attingere. Sempre e comunque. Anche la Cisl talvolta lo ha considerato una specie di “libretto di risparmio”, dove prendere. Per fare acquisti per le proprie sedi, ad esempio…”. Ma il disastro è arrivato grazie a rimborsi gonfiati a dismisura, a inutili e costosissimi acquisti, come Mercedes e altre auto di lusso. A fondi usati per campagne elettorali di vari politici, spese superflue, viaggi all’estero. E arredamenti… L’inchiesta in corso – qualcuno degli indiziati avrebbe deciso di collaborare – sta facendo luce sulle vite da nababbi di diversi dirigenti. Uno di essi – e ci sono le ricevute a provarlo – ha comperato i mobili di casa prelevando in banca dallo Ial. La magistratura sta cercando di appurare se è vero che il Palermo Calcio, all’epoca della presidenza dell’allora segretario Cisl Sergio D’Antoni, abbia ricevuto soldi dallo Ial Abruzzo. E le Fiamme gialle, spulciando negli istituti di credito, avrebbero scovato addirittura tre conti correnti intestati all’ente. Uno ufficiale, in cui confluivano i finanziamenti, e gli altri, occultati, da dove uscivano sotto varie forme…
Così all’istituto non è rimasto un centesimo. Gli uffici ora sono stati smantellati. Sullo Ial Abruzzo scende il sipario, ma non a livello giudiziario. (di Serena Giannico )
Ecco di cosa si occupa... uno statista !!
L'illuminato statista Silvio... imperatore nella repubblica delle banane !!

Secondo la Procura di Napoli l’attuale direttore di Rai Fiction Agostino Saccà “ha agito in grave violazione degli obblighi discendenti dal suo rapporto di lavoro ponendosi quale assuntore di iniziative riferibili e funzionali agli interessi, non della Rai, ma di Berlusconi e del suo movimento politico”.
DUNQUE premesso che "Ambasciatore non porta pena". Eccovi il testo della "alta" conversazione telefonica tra Silvio Berlusconi (indicato nel dialogo seguente con "B") e il direttore di "Rai Fiction" Agostino Saccà ("S" nel dialogo), avvenuta il 12 settembre 2007. E' solo una parte della conversazione, pubblicata dal settimanale L'Espresso in edicola oggi venerdì 27 giugno, e disponibile anche sul sito Internet del periodico, Il Cavaliere parla dell'attrice Antonella Troise.
"Operazione libertà"
B: Punto secondo, quella pazza della Antonella Troise...
S: Sì.
B: Si è messa in testa che io la odio...
S: Sì.
B: Che io ho bloccato la sua carriera artistica..
S: Ma...
B: È andata a dire delle cose pazzesche in giro... Ti chiedo questa cortesia, di farle una telefonata...
S: La chiamo...
B: E di dire: guarda che e, e, e... fissare un appuntamento, non lo so, dire che c'è qualche cosa, e di dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' di settimane che continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise...
S: Va bene, la chiamo, la convoco...
B: Scusa, dille, sottolinea il mio ruolo attivo...
S: Va bene.
B: Perché io continuo a dirglielo, ma lei dice pensa che io le sia di ostacolo addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno in vita mia in nessun campo... va bene, però è pazza e, quindi...
S: Sì.
B: Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa.
S: Va bene...
LEGGI qui' il resto delle "NUOVE" INTERCETTAZIONI dall'Espresso.repubblica.it
"Io la chiamo operazione libertà" dice Berlusconi.. che quando non racconta barzellette.. rivela un involontario ma formidabile comico. Lo statista dice questo mentre stra-parla con "il genio" Saccà, il quale dopo avere lasciato intendere di esaudire tutti i desideri del cavaliere... invece di rientrare nella lampada.. come la tradizione fiabesca impone... continua a profondersi in inchini e profferte di servigi. Tanto che perfino Berlusconi si stufa e lo liquida... smarronandoselo.


Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sull'immunità delle quattro più alte cariche istituzionali, il cosiddetto lodo Schifani bis. Il provvedimento garantisce l'immunità per il capo dello Stato, il primo ministro e i presidenti di Camera e Senato per tutta la durata del loro mandato per i reati non commessi nell'esercizio delle loro funzioni. Un provvedimento simile, approvato nel 2003, era stato giudicato incostituzionale dalla consulta.
ECCO LA NUOVA VERSIONE. A differenza del primo lodo Schifani, bocciato perché violava gli articoli 3 e 24 della Costituzione e impediva alla parti civili di essere risarcite, la nuova versione approvata stabilisce che le vittime potranno proseguire la loro azione in sede civile dove avranno una corsia preferenziale. Inoltre prevede che i soggetti istituzionali interessati possano rinunciare volendo allo scudo dell'immunità.
Il solito Cicchitto parla di uso barbarico della giustizia da parte di certa magistratura, ma intanto dalle intercettazioni si scoprono alcuni fatti e cioè che addirittura il destino del governo Prodi dipendeva dalle Fiction Rai. Infatti nelle intercettazioni telefoniche si scopre che Willer Bordon, uno dei senatori decisivi per la sopravvivenza della scorsa legislatura, sposato con l’attrice Rosa Ferraiolo, veniva lusingato indirettamente dal premier con una parte per la moglie nella fiction “Incantesimo”. Ma lo scandalo Rai riserva altre sorprese, nelle intercettazioni ci sono anche i molto interessati Confalonieri, Gianni Letta, Urbani, Letizia Moratti, Rutelli, Barbareschi, Costanzo, tutti uniti dalla ricerca di favori e facilitazioni per amici, amanti e parenti. Un malcostume che magari e' penalmente non rilevante ma che evidenzia un sistema radiotelevisivo prepotentemente controllato e manipolato dal potere politico in particolare ad uso personale. Berlusconi-Saccà rilancia con prepotenza la scandalosa questione del conflitto d’interesse che rende l’informazione del nostro paese meno trasparente e il mercato meno concorrenziale. Si comprende la fretta estrema del governo nel cercare di eliminare dalle indagini giudiziarie lo strumento delle intercettazioni. Pur di evitare fughe di notizie compromettenti esecutivo Berlusconi è disposto ad eliminare le intercettazioni anche per reati di reale allarme sociale, se escludiamo i soli reati di terrorismo e mafia, su tutto il resto cala una censura omertosa ..ASSURDA !!

Silvio ma daiiiiii ...statista di statura infima ..sempre occupatissimo a tutelare "il suo piccolo mondo" !! Lo immaginavamo sempre a piangere con i processi e il team di 40 avvocati che lavorano solo per lui.
Italia Estate 2008 tempo di m...
...e siamo solo alle prime perturbazioni governative !!

C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.
Quando spuntava il sole
c'era subito uno pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".
Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.
Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.
Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".
Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.
Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.
(Gianni Rodari)
Ogni riferimento a silvio e' dovuto !! 
Un Povero uomo...
In tutti i sensi ..questo e' un uomo povero ..un poveraccio !!
''Certi magistrati politicizzati sono la metastasi della democrazia. Sono veramente indignato da accuse folli e infamanti nei miei confronti". A sottolinearlo è il premier Silvio Berlusconi verso
la fine del suo intervento all'assemblea annuale della Confesercenti. Il presidente del Consiglio non usa mezzi termini per criticare l'operato di certa magistratura, ribadisce la sua innocenza, ma durante i passaggi del suo j'accusa contro le toghe viene fischiato più volte dalla platea. "Sapete come io passo ogni sabato? Con i miei legali a preparare le udienze" che mi riguardano. Dalla platea partono le prime bordate di fischi.
'' Il mio interesse - avverte alzando il tono della voce, tra i mugugni della platea - sarebbe stato quello di andarmene dalla politica, di andarmene dal Paese e di godermi i soldi che mi sono meritatamente procurato in tanti anni di attività''. Mentre il premier annuncia la rottura del dialogo con il centrosinistra, si fa più forte la protesta nella sala di Confesercenti. Il presidente di Confesercenti Marco Venturi è costretto a intervenire per calmare fischi ed urla.
"Liberiamo il lavoro"
Una dizione altisonante che può suscitare non pochi equivoci.

Qualcuno potrebbe pensare ad iniziative del nuovo governo atte ad alleviare i fardelli, le oppressioni che pesano tuttora sulla condizione della lavoratrice e del lavoratore. Magari ipotizzando interventi tesi a dare, nei processi produttivi, a operai, impiegati e tecnici, spazi di autonomia e libertà. Il riconoscimento, in definitiva, di un ruolo nell’azione di ogni giorno, in quelle attività che rappresentano la parte preponderante dell’esistenza umana. La forza lavoro non più considerata un semplice oggetto del comando.
Torna alla memoria l’ultimo libro di Bruno Trentin "La libertà viene prima". E anche l’antologia trentiniana curata da Michele Magno per le edizioni Ediesse che porta il titolo "Lavoro e libertà" e che raccoglie scritti scelti dello studioso e dirigente sindacale. Non c’è però niente di tutto questo nei propositi del nuovo ministro.
C’è, al contrario, l’intenzione di liberare il lavoro da altri tipi di fardelli e di fastidi: quelli derivanti dalla presenza sindacale, da un insieme di diritti e tutele, da obblighi contrattuali. E, infatti, si propone, innanzitutto, di mettere le mani su quel protocollo del welfare concordato nel luglio dello scorso anno dai sindacati col governo di centrosinistra, nonchè votato da cinque milioni di lavoratori. Tutti elementi che la destra può tranquillamente cancellare.
E così, ad esempio, decide di ripristinare quel ricorso al lavoro "a chiamata" abolito dal centrosinistra. C’è chi di fronte ad interventi di questo tipo, non certo discussi col sindacato, si è limitato a dire "tanto quella forma contrattuale era pochissimo usata". 
Ma se le cose stanno davvero in tal modo perché far ritornare in vita la possibilità di dispensare lavoro solo attraverso un colpo di telefono? È un modo di procedere che fa da premessa a ulteriori iniziative.
Questa è la "liberazione" che piace a Sacconi, perché isola l’individuo, solo davanti al telefono che gli procurerà lavoro. Lo tiene lontano dalle sirene sindacali, lo rende maggiormente sfruttabile.
La strada della "liberazione" di destra prosegue quindi, smantellando sempre il protocollo dovuto in larga misura all’opera di Cesare Damiano. È stato posto un limite all’uso reiterato dei contratti a termine? Bisogna allargare quel limite, dare al padrone la "libertà" non di assumere alla fine quel lavoratore flessibile, ma di riproporgli un ulteriore periodo di lavoro ballerino.
Lo stesso padrone viene poi "liberato" dal fastidio di lavoratrici che si ostinano a far figli e così sarà ripristinato l’uso delle dimissioni in bianco al momento dell’assunzione.
È la deregolamentazione avviata in Italia che si accompagna ad altre spinte provenienti dall’Europa. Come quella di aprire la strada alle deroghe nel rispetto degli orari di lavoro conquistati nel travagliato 900. Ora dovrebbe essere possibile andare oltre le 48 ore per arrivare alle 60 o addirittura 65 ore. Un cammino a ritroso nella storia di quelle conquiste di libertà descritte da Bruno Trentin.
L’aspetto curioso di questa offensiva, per rimanere in Italia, è che è stata descritta, da un’agenzia di stampa, come il "ritorno del riformismo socialista". Mentre l’organo di An "Il secolo d’Italia" l’ha descritta sotto il titolo "Sorpasso a sinistra". L’equivoco continua. ( B.Ugolini )
Di Pietro finalmente sfancula i neodemocristiani del Pd
"ci dicano se vogliono fare la ruota di scorta a Berlusconi. Noi abbiamo chiesto voti per essere alternativi al Cavaliere. Se loro non sono d'accordo, non possiamo essere alleati"
L'Idv ha scelto la strada dell'opposizione seria e rigorosa e lo ha dimostrato anche stamattina, in aula al Senato, con i cartelli "Vergogna" e "Il Caimano è tornato" branditi dai senatori. Lo strappo si ripropone più volte durante la giornata.

Di Pietro si riferisce in particolare al comportamento di oggi del Partito democratico che, al Senato, è stato artefice di "due fatti gravi". Il primo è nelle parole di Anna Finocchiaro che ha aperto al disegno di legge per la sospensione dei procedimenti per le più alte cariche dello Stato: "Nessuna pregiudiziale di principio sul cosiddetto lodo Schifani", ha detto il capogruppo dei senatori del Pd. L'altro è il no espresso unanimente dalla PdL e anche dal Pd, nella giunta per le immunità alla richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Di Girolamo (indagato per aver fornito dati falsi sulla sua residenza in Belgio per potersi candidare nelle liste riservate agli italiani all'estero).
Dice il leader dell'Italia dei valori, "e' incredibile, che al Senato sia stata negata l'autorizzazione ad arrestare una persona che è diventata parlamentare dando false generalità, e questa autorizzazione è stata negata anche grazie ai compagni del Pd che hanno detto che bisogna arrestare solo per reati gravi. Per noi diventare parlamentare dichiarando false generalità è più grave che immigrare clandestinamente. Se può essere arrestato il clandestino, allora può essere arrestato anche l'altro".
Di Pietro poi ha definito "ancora più grave dire che sono d'accordo a fare una legge sull'immunità, anzi l'impunità, per Berlusconi. A questo punto, si pone un problema gravissimo di alleanze. Il Pd dica se vuole fare da ruota di scorta a Berlusconi. Perché negare ai magistrati di fare il proprio dovere di fronte a parlamentari che danno false generalità e essere disponibili a concedere l'immunità, questa è una scelta di campo che il Pd e i suoi dirigenti devono spiegare agli elettori".
Sicurezza ...un pacco enorme
Altro che pacchetto sicurezza... oggi per gli italici "il pacco" del cainano ...era enorme !!

Nel mentre i telegiornali bruciano 20-30 minuti a dirci che fa caldo e che il caldo fa' sudare, e bisogna bere piu' liquidi altrimenti ci disidratiamo... il senato berlusconizzato
approva con 166 voti a favore e 132 contro, la legge che passera' alla storia come l'ennesima assurda legge "Salva Premier".
Con 166 voti favorevoli, 123 contrari e 1 astenuto il Senato ha approvato il decreto sicurezza, che ora passa alla Camera per la consacrazione. Ce l'hanno fatta a regalarci "il pacco". Si' ce l'hanno fatta a promettere più sicurezza e contemporaneamente a far sospendere circa 100mila processi per reati compiuti fino al giugno 2002.
L'assurdo provvedimento sospenderà obbligatoriamente per un anno i processi per:
Intanto sempre piu' "normalmente" accade che nei Tg e in Tv, per avere una notizia... di politica bisogna attendere gli ultimi tre minuti utili alla trasmissione... nei 3minuti finali ...tra le varie ed eventuali ...ecco apparire l'informazione politica ...completamente sterilizzata !! Cosi' i pacchi politici spariscono meglio alla vista del cittadino !!
Si perche' ...Il popolo non deve sapere ...quanto e' buono il formaggio con le pere !!
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Nobel per la Pace
http://petizioni.liberacittadinanza.it/petizione_betancourt PASSAPAROLA Amici blogger se condividete la proposta del Nobel per la Pace a Ingrid firmate e aiutateci a pubblicizzare l’iniziativa di liberacittadinanza.
Ingrid e altri prigionieri hanno bisogno di NOI.
Blog uniti per la LIBERTA'
di Ingrid e degli altri prigionieri.
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